Sorpresa nel sistema solare: i maggiori satelliti di Giove visibili anche se eclissati

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ganymede-callisto-eclipsed-jupiterLe scoperte più interessanti si fanno per caso. Non fa eccezione la notizia divulgata da un team di ricercatori dell’Università di Tohoku che, utilizzando i telescopi Subaru e Hubble, sostiene di aver osservato i satelliti più grandi di Giove anche se eclissati dal gigante del sistema solare. Una scoperta interessante che potrebbe fornire nuove informazioni circa la misteriosa atmosfera superiore di Giove e dei pianeti alieni. Giove è il pianeta più grande del nostro sistema solare. Le sue dimensioni gli consentono di avere alla sua coorte 67 satelliti naturali, tra cui i satelliti galileiani scoperti da Galileo. Il piano originale della ricerca era quello di rilevare luce diffusa nelle aree più lontane dell’universo, quando, l’osservazione casuale delle lune ha permesso di osservarne la luce nonostante la radiazione solare interrotta dall’occultazione. I satelliti galileiani, specie Ganimede e Callisto, erano ancora visibili. Qual è allora la fonte di luce secondaria che ne ha permesso la visione?

io-europa-ganimede-gioveE’ stata una scoperta impegnativa che mi rende stupito ed emozionato“, afferma Kohji Tsumura, astronomo presso l’Università di Tohoku in Giappone. La luminosità molto tenue delle lune di Giove, unita alla brillantezza del pianeta, rende questa scoperta molto complessa. La spiegazione più plausibile per spiegare il fenomeno è l’atmosfera superiore di Giove. Le nubi, che danno l’aspetto a strisce al pianeta, sono composte da minuscole particelle chiamate aerosol o nebbie. Precedenti studi hanno suggerito che queste nebbie si formano nella parte superiore dell’atmosfera di Giove. I ricercatori hanno quindi suggerito che queste, possano disperdere la luce solare sui satelliti, illuminandoli. Un effetto simile a quello che avviene nel fenomeno dell’eclissi totale di Luna, dove il nostro satellite assume una colorazione rossastra. La nuova scoperta, grazie all’analisi dello spettro luminoso, potrebbe aiutare gli scienziati ad analizzare le nebbie nell’atmosfera di Giove che sono altrimenti difficili da studiare. Inoltre, questo nuovo metodo di studio dell’atmosfera superiore di Giove potrebbe aiutare i ricercatori a studiare le atmosfere dei pianeti extrasolari attorno a stelle lontane. Tsumura e colleghi hanno pubblicato i loro risultati nell’ultimo numero di “The Astronomical Journal“.