Spazio: riuscita la manovra di frenata della sonda Rosetta

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rosettaLa sonda Rosetta ha completato con successo la sua seconda grande manovra di frenata (battezzata come BigBurn2) verso la cometa 67P/Churuymov-Gerasimenko. L’operazione è durata 6 ore e 32 minuti, ha consumato 190 chilogrammi di carburante e si è conclusa mercoledì sera alle 23 (ora italiana) con un anticipo di due minuti rispetto a quanto prestabilito. A diffondere i dettagli sono i tecnici dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che hanno seguito la manovra in tempo reale grazie all’antenna per lo spazio profondo di New Norcia, in Australia.

Quella appena effettuata è la terza di dieci manovre che saranno eseguite entro il 6 agosto per portare Rosetta a ridosso della cometa: la prossima ‘frenata’ è programmata per il 18 giugno.
Al momento non è ancora possibile sapere se Rosetta è riuscita a correggere la sua traiettoria esattamente come previsto nella tabella di marcia: gli esperti dell’Esa daranno una risposta nel giro di poche ore dopo aver analizzato tutti i dati raccolti, ma per il momento si dicono fiduciosi vista la puntualità con cui è stata conclusa l’operazione. E’ una scommessa per l’Europa come per l’Italia, considerando sono italiani otto dei 21 strumenti a bordo della sonda e del lander Philae (chiamato così da una ragazza italiana) destinato ad atterrare sul nucleo della cometa.

rosetta-the-comet-chaser-node-full-image_tMai prima d’ora un veicolo si è posato sul nucleo di una cometa. ”Pensare di atterrare su oggetto sconosciuto richiede un pizzico di sana follia”, osserva il coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini. Questo perchè il comportamento della cometa è imprevedibile: ”siamo perfettamente coscienti del rischio di atterrare su un oggetto che non conosciamo e che non sappiamo come reagisce”, ha aggiunto. ”Il fatto è – spiega – che il lander è stato progettato per raggiungere una cometa più piccola, ma ora dovrà posarsi su una cometa cinque volte più grande e più attiva”. E’ accaduto perchè il lancio di Rosetta, inizialmente previsto nel gennaio 2003, è slittato al marzo 2004 ed è stato necessario sostituire la cometa 46P/Wirtanen con un bersaglio compatibile con la nuova orbita: la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Scendere sulla cometa sarà una prova cruciale per la ricerca e la tecnologia italiane. Il lander è nato infatti dalla collaborazione fra Asi e le agenzie spaziali tedesca (Dlr) e francese (Cnes) e il ‘trapano’ progettato per perforare il nucleo della cometa, nato da una proposta dell’Asi, ha una responsabile italiana: Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano.
Allo stesso gruppo del Politecnico di Milano si devono i pannelli solari che entreranno in funzione nel momento di distacco del lander (che dovrebbe avvenire quando Rosetta sarà distante dalla cometa soltanto cinque chilometri) e fornira’ la potenza necessaria per gli esperimenti.
A bordo di Rosetta parlano italiano lo spettrometro Virtis (Spettrometro a immagine nel visibile e infrarosso), messo a punto dal gruppo della planetologa Angioletta Coradini e oggi coordinato da Fabrizio Capaccioni, inoltre Giada (Grain impact analyser and dust accumulator), per lo studio delle particelle espulse dalla cometa, sotto la responsabilità di Alessandra Rotundi, e la Camera a grande campo, di cui è responsabile Cesare Barbieri, che permetterà di ricostruire l’immagine tridimensionale della cometa e di identificare il punto di discesa del lander.