Le stelle come il Sole contribuiscono alla formazione di acqua nell’universo

MeteoWeb

helix-nebula-hubble-and-herschel-spire-lgGrazie al telescopio spaziale Herschel dell’ESA, gli astronomi hanno scoperto che una molecola fondamentale per la creazione dell’acqua è presente nelle braci ardenti di stelle morenti simili al Sole. Quando le stelle di classe media si avvicinano alla fine del loro ciclo vitale, divengono oggetti molto densi, noti come nane bianche. Esse inviano nello spazio i loro strati più esterni di polvere e gas, creando quegli oggetti noti come nebulose planetarie. Tali oggetti non hanno nulla a che fare con i pianeti, ma hanno assunto questa denominazione nel tardo XVIII secolo grazie alle osservazioni dell’astronomo William Herschel, che attraverso i mezzi dell’epoca, scambiò la loro forma circolare per dei pianeti. A distanza di oltre due secoli, sappiamo che le esplosioni delle supernovae arricchiscono l’ambiente interstellare locale con elementi da cui nascono altre generazioni di stelle. Le nebulose planetarie contengono una grande percentuale di elementi leggeri come il carbonio, l’azoto e l’ossigeno, prodotti dalle reazioni termonucleari delle stelle. Una stella come il Sole brucia costantemente idrogeno nel suo nucleo per miliardi di anni. Ma una volta che il carburante comincia a scarseggiare, la stella centrale si gonfia in una gigante rossa, diventando instabile e spargendo parte dei suoi strati esterni per formare una nebulosa planetaria. Il nucleo residuo della stella alla fine diventa una nana bianca che versa radiazione ultravioletta nel suo ambiente circostante. Questa intensa radiazione potrebbe distruggere le molecole che erano state precedentemente espulse dalla stella e potrebbe limitare la formazione di nuove molecole in tali regioni. La nebulosa planetaria M57Ora, grazie a due studi separati condotti sulla nebulosa Elica, i ricercatori hanno scoperto che una molecola fondamentale per la formazione di acqua, nota come OH +, si trova anche in queste situazioni. La stella centrale osservata è circa la metà della massa del Sole, ma ha una temperatura di circa 120.000°C. I gusci espulsi della stella, che nelle immagini ottiche ricordano un occhio umano, sono noti per contenere una ricca varietà di molecole. Una volta che gli atomi di ossigeno sono stati liberati dal monossido di carbonio, sono disponibili per rendere le molecole di ossigeno-idrogeno, rafforzando ulteriormente l’ipotesi che la radiazione UV può promuovere la loro creazione. “La vicinanza della Helix Nebula significa che abbiamo un laboratorio naturale sulla nostra soglia cosmica che ci permette di studiare più in dettaglio la chimica di questi oggetti e il loro ruolo nel riciclaggio di molecole attraverso il mezzo interstellare,” dice il Dott. Etxaluze. “Herschel ha rintracciato l’acqua attraverso l’Universo, dalla formazione stellare alla cintura di asteroidi nel nostro sistema solare”, dice Goran Pilbratt, scienziato del progetto Herschel dell’ESA. “Adesso abbiamo anche scoperto che le stelle come il nostro Sole potrebbero contribuire alla formazione di acqua nell’Universo, anche se essi si trovano nella loro fase di pre-morte”.