Stonehenge, nuova ipotesi sulla sua funzione: era un mega xilofono

stonehengeUn sito pensato per fare musica, come una sorta di grande xilofono. E’ questa l’ultima ipotesi fatta sulla funzione del sito megalitico di Stonehenge, che si trova a Salisbury in Inghilterra. A formularla i ricercatori del Royal College of Art di Londra, come spiegano nello studio publicato sulla rivista Time and Mind: The Journal of Archaeology, Consciousness and Culture. Una teoria che si aggiunge a quella che nel corso dei decenni gli ha attribuito la funzione di tempio, osservatorio o grande orologio solare, e che nasce dalla scoperta che alcune delle pietre del monumento possiedono delle inaspettate proprieta’ acustiche. Se colpite, emettono un forte e fragoroso rumore. E questo forse spiegherebbe, secondo gli studiosi, perche’ queste particolari pietre sono state scelte e trascinate da Preseli Hills, nel Galles occidentale, per circa 200 miglia ben 4mila anni fa. L’idea che queste enormi pietre fossero usati per fare musica – o rumore almeno – e’ venuta al team guidato da Paul Devereux, durante una gita a Preseli. Come insegnanti d’arte, stavano cercando di ‘curare’ i loro studenti dalla dipendenza dai materiali digitali, esponendoli a cio’ ”che gli occhi e le orecchie dell’Eta’ pietra percepivano”. Cosi’ hanno scoperto che in alcune aree di Preseli, una pietra grigia o nera, la dolerite, una di quelle presenti a Stonehenge, produceva un suono simile a quello di una campana metallica, se suonata. Cosi’ a luglio scorso hanno avuto il permesso di testare alcune pietre di dolerite con caratteristiche simili. ”C’e’ lo spazio aereo sufficiente intorno a loro per avere la giusta risonanza – continua Devereux – e diverse pietre hanno chiaramente prodotto dei suoni simili a quelli di una campana, e alcune pietre sembravano riportare i segni dei colpi inferti per essere suonate. Non dico che siano tutte pietre sonore, ma alcune hanno questa qualita”’.