Storica ondata di calore sul Messico settentrionale: sfondati i +50.5°C a El Oregano, la temperatura più alta mai toccata sulla Terra dall’inizio del 2014

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L'eccezionale ondata di calore che da giorni attanaglia l'entroterra desertico messicano
L’eccezionale ondata di calore che da giorni attanaglia l’entroterra desertico messicano. Si notano le isoterme elevatissime a 850 hpa

La stagione calda parte col botto nell’emisfero boreale, dove si susseguono da giorni potentissime ondate di calore che stanno spingendo i termometri su valori a dir poco estremi. Del resto proprio in questo periodo dell’anno, quando il sole raggiunge lo “Zenit” (i raggi solari cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) nei territori a ridosso del tropico del Cancro, le vaste aree continentali tropicali (caratterizzate da climi prevalentemente secchi e continentali), fra Africa settentrionale, penisola Arabica, Asia meridionale e nord America, si scaldano sensibilmente, grazie anche alla persistenza dei robusti anticicloni dinamici sub-tropicali in quota, fino a raggiungere i massimi valori termici annuali che solitamente precedono l’avvento della stagione delle piogge, indotta dalla risalita verso nord del famoso “fronte di convergenza intertropicale”, noto anche con la sigla di “ITCZ”. Da diversi giorni una forte ondata di calore sta investendo l’arido territorio desertico del Messico settentrionale, nello stato del Sonora, nella parte nord-occidentale del paese. Dopo una stagione primaverile molto arida e calda, in gran parte dell’entroterra desertico messicano, tutto questo accumulo di calore, fino alla media atmosfera, dopo settimane e mesi di prolungato dominio anticiclonico con aria molto secca a tutte le quote, ha originato un ulteriore surriscaldamento delle masse d’aria presenti nei bassi strati, indotto anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l‘aria nei bassi strati, scaldandola e deumidificandola ulteriormente) tipici dei regimi anticiclonici dinamici.

OrganPipeNMSe a ciò poi aggiungiamo la continua insolazione diurna su ampie distese desertiche, vista la totale serenità dei cieli, e la presenza di aria secchissima in prossimità del suolo, è normale poi che i deserti del Messico settentrionale, vicino al confine con gli Stati Uniti, si trasformano in autentici forni a cielo aperto. Negli ultimi giorni l’intenso e prolungato soleggiamento, sommandosi a valori di umidità relativa molto bassi e ad una ventilazione pressoché inesistente sul deserto del Sonora, sono stati gli ingredienti favorevoli per il raggiungimento, nelle ore centrali del giorno, di temperature massime davvero estreme, prossime al fatidico muro dei +50°C all’ombra. Proprio lo scorso mercoledì 4 Giugno 2014 una temperatura massima particolarmente estrema, di ben +50.5°C, è stata misurata a El Oregano, in uno dei punti più caldi dell’intero continente americano. I +50.5°C di El Oregano ora rappresentano la temperatura più alta toccata sul pianeta dall’inizio del 2014. Difatti, siamo a circa +0.5°C sopra i +50.0°C del sito archeologico pakistano di Moen Jo Daro di fine Maggio, ma mezzo grado sotto il record assoluto di caldo del Sonora, stabilito sempre a El Oregano nel 1961. Ancora distanti, circa +1.5°C, dal record nazionale di caldo messicano stabilito nel luglio 1995 in due stazioni a sud di Mexicali: Mexicali Sur e Rancho Williams.

Il paesaggio dell'arido deserto del Sonora osservato al tramonto
Il paesaggio dell’arido deserto del Sonora osservato al tramonto

Queste località del Sonora rivaleggiano i noti “punti caldi” della Baja California, vicino Mexicali, dove il picco di caldo estremo arriva solitamente un po’ più avanti nella stagione, anche dopo il solstizio, dato che fin lassù non arrivano gli umidi venti dai quadranti orientali, legati al ramo principale dell’Aliseo di NE che entra dall’area caraibica, della stagione umida tropicale. In Sonora può anche non piovere durante la stagione umida estiva, ma può aumentare un pò l’umidità relativa, il che già ostacola l’irraggiamento estremo. Per questo il picco del caldo si verifica solitamente un pò indietro nella stagione oltre al fattore fisiologico della latitudine, legata al periodo zenitale del sole che sotto il tropico viene prima del solstizio. Ma oltre agli straordinari +50.5°C di El Oregano va segnalata la straordinaria massima di ben +49.5°C registrato nella capitale del Sonora, Hermosillo, che straccia di ben +1.0°C il precedente record di caldo assoluto, e addirittura di ben +4.0°C sopra il record mensile di Giugno. Gli effetti di questa straordinaria ondata di calore, che si è sviluppata sopra l’arido deserto del Sonora, si sono estesi anche agli stati limitrofi del Messico settentrionale. Difatti si sono battuti dozzine di record in Chihuahua, sia in pianura che in montagna, e anche nella Baja California, dove in diverse località la colonnina di mercurio si è impennata sopra il muro dei +45°C +46°C.

catIl caldo, malgrado una lieve attenuazione, non accennerà a placarsi neppure nei prossimi giorni fra Sonora, Chihuahua e Baja California. Quest’ariacalda e molto secca che si sta accumulando sopra i deserti del Messico settentrionale nelle prossime settimane andrà ad alimentare le ondate di calore (“heat waves”) che si dirigeranno verso il sud degli USA, a seguito dell’affondo di saccature o dell’isolamento di “CUT-OFF” a largo della West Coast, sul Pacifico orientale.