Tecnologia: inaugurato il primo laboratorio di realtà virtuale

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Grail_1Inaugurato oggi il Grail, l’ultima frontiera della medicina riabilitativa che consente l’analisi del movimento in un ambiente di realtà virtuale, per la prima volta in Italia all’Istituto Scientifico Medea – La Nostra Famiglia.

All’inaugurazione sono intervenuti il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il Sottosegretario alla Presidenza Ugo Parolo, i Consiglieri Daniela Maroni e Raffaele Straniero, l’onorevole Veronica Tentori, il Capitano dei Carabinieri Giorgio Santacroce e il Presidente della Camera di Commercio di Lecco Vico Valassi.

“Ricerca, cura, attenzione alla persona: in questo Istituto c’è la sintesi che funziona, un modello da esportare non solo in Lombardia ma in tutta Italia – ha sottolineato il Presidente Maroni -. Stiamo studiando lo sviluppo del sistema sociosanitario lombardo e intendiamo modificare l’approccio passando dalla cura del malato al prendersi cura della persona. Questo per affrontare meglio la cronicità, che non riguarda solo l’anziano, ma tocca anche molti bambini”.

Grail_2Il Presidente, nel corso delle due ore di visita, ha voluto provare di persona la nuova attrezzatura, che consente di valutare in tempo reale la performance motoria del paziente. Si tratta di una piattaforma dinamica integrata con un tapis roulant a doppia cinghia per il cammino, 10 telecamere ottiche per rilevare il movimento e un complesso software per gestire l’intero sistema. Il tutto immerso in uno schermo cilindrico a 180° sul quale vengono proiettati ambienti di realtà virtuale. Al termine della sessione il rapporto sulla prestazione è immediato, grazie a uno strumento di elaborazione off-line che fornisce un’analisi approfondita e interattiva dei dati.

“In fase iniziale il laboratorio sarà utilizzato a scopo di ricerca – afferma Anna Carla Turconi, Responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Funzionale al Medea -. La letteratura in questo ambito è infatti esigua, a causa dell’assoluta novità dello strumento. Prevediamo quindi diversi step: in un primo momento la valutazione dell’adattabilità all’ambiente di realtà virtuale in soggetti sani volontari, in seguito in pazienti in età evolutiva e al termine la messa a punto di protocolli riabilitativi”.