Tumore alla prostata: associazione di farmaci aumenta la sopravvivenza

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nastro tumoreAumenta in media di oltre un anno la sopravvivenza dei pazienti con tumore metastatico alla prostata, grazie all’associazione di un chemioterapico alla terapia ormonale. Lo dimostra uno studio americano multicentrico, presentato recentemente all’ASCO, il congresso della Societa’ americana di Oncologia clinica, i cui risultati sono stati citati da Roberto Labianca, past President del Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo) nel corso di un incontro sul tumore prostatico a Milano. Finora il paziente con tumore metastatico alla prostata era trattato all’inizio solo con terapia ormonale, nei casi di tumore ormonosensibile. Solo quando sviluppava resistenza a questa terapia veniva associato un chemioterapico. ”Lo studio americano dimostra invece – afferma Labianca – che associando fin da subito alla terapia ormonale un chemioterapico, il docetaxel (farmaco gia’ noto e utilizzato), la sopravvivenza dei pazienti aumenta di oltre un anno. In particolare dai 44 mesi (in media) dei pazienti che ricevevano all’inizio la sola terapia ormonale ai 57 (in media) di coloro che fin dall’inizio hanno ricevuto la terapia ormonale in associazione con docetaxel. La differenza e’ significativa: 13 mesi”. Labianca aggiunge che l’oncologia medica ”sta vivendo un momento entusiasmante per questi e altri risultati”. E cita nuovi farmaci chemioterapici (cabazitaxel) e ormonali (abiraterone, enzalutamide) disponibili oggi per il trattamento delle forme resistenti alla tradizionale terapia ormonale. ” Ma anche quando il tumore non si puo’ guarire – conclude – l’inserimento delle cure palliative in una fase piu’ precoce (cosiddette ‘cure simultanee’) consente oggi di migliorare sensibilmente la qualita’ (e probabilmente la quantita’) di vita degli ammalati”.