Tumori: la potenza del nostro sistema immunitario contro il cancro

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nastro tumoreLa potenza del nostro sistema immunitario “scatenata” contro le cellule tumorali. L’immunoterapia puo’ essere la nuova frontiera nella lotta ai tumori, come emerge dal congresso di oncologia Asco di Chicago, il piu’ importante a livello mondiale, dove numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di questo metodo con risultati “sorprendenti”, spiegano gli esperti, soprattutto per i tumori alla cervice e al polmone e per i melanomi, ma anche per un tumore finora senza grandi prospettive teraputiche come quello alla vescica. In particolare i nuovi studi dimostrano come un farmaco, immunoterapico, ipilimumab, possa ridurre notevolmente il rischio di recidiva nel melanoma, mentre un altro studio dimostra che un trattamento di immunoterapia personalizzato porta alla remissione completa in un piccolo numero di donne del cancro avanzato alla cervice, una malattia con pochissime opzioni efficaci di trattamento. “Il campo della immunoterapia e’ esploso negli ultimi dieci anni e sempre piu’ pazienti ne stanno beneficiando”, ha sottolineato l’oncologo Steven O’Dayne, professore associato alla University of Southern California. “Avere un potenziale nuovo modo per tenere a bada il melanoma e’ un grande passo avanti per i pazienti che vivono sotto la costante paura di recidiva dopo l’intervento chirurgico. E’ anche incredibilmente emozionante che stiamo estendendo i vantaggi dell’immunoterapia oltre il melanoma, a malattie come il tumore alla cervice in cui i pazienti hanno urgente bisogno di opzioni migliori”. Nel dettaglio, lo studio di fase III su ipilimumab dimostra come il farmaco riduca il rischio recidiva del melanoma del 25 per cento. Tuttavia, segnalano i ricercatori, gli effetti collaterali sono ancora notevoli: ci sono stati cinque decessi correlati al trattamento, e il 52 per cento dei pazienti ha interrotto la terapia a causa di effetti collaterali , la maggior parte entro le prime 12-16 settimane. Un altro studio rileva che la terapia Mk-3475 contro il recettore Pd-1, “colpevole” di frenare il sistema immunitario non permettendogli di attaccare le cellule cancerose, di fatto sblocca la risposta dell’organismo, garantendo una risposta elevata e duratura contro il melanoma metastatico, con un tasso di sopravvivenza del 69 per cento. Promettenti anche i risultati di uno studio di fase I su 30 malati di cancro alla vescica, per il quale da 30 anni non si registrano significativi progressi terapeutici: anche qui si attacca un inibitore del sistema immunitario, Pdl-1. Il risultato e’ che nel 40 per cento dei pazienti ha mostrato una riduzione della massa tumorale. “Finalmente una nuova strategia contro il cancro alla vescica, che speriamo possa a breve trovare conferma in studi piu’ ampi”, sottolinea Andrea Necchi, oncologo all’Istituto Tumori di Milano. Infine, un altro studio di fase II mostra risultati significativi sul tumore alla cervice avanzato, con un nuovo tipo di immunoterapia personalizzata: due pazienti con metastasi complete hanno avuto una remissione completa dopo un singolo trattamento con le cellule T contro il virus HPV, causa del tumore. Le cellule vengono estratte dal tumore del paziente, cresciute in laboratorio e poi iniettate, scatenando la risposta immunitaria dell’organismo contro le cellule tumorali che contengono le proteine dell’HPV. Un approccio, spiegano i ricercatori, che gia’ ha dato buoni frutti in melanomi, leucemie e sarcomi.