Nelle donne con tumore al seno in stadio avanzato (o metastatico), il trattamento con il farmaco Trastuzumab aumenta le probabilita’ di sopravvivere piu’ a lungo, ma al contempo anche il rischio di sviluppare problemi cardiaci gravi. Questi i principali risultati di una revisione sistematica, che porta la firma dei ricercatori di Roberto D’Amico della Cattedra di Statistica Medica dell’Universita’ degli studi di Modena e Reggio Emilia e di Lorenzo Moja dell’Universita’ degli studi di Milano, pubblicata recentemente sulla Cochrane Library. Tuttavia, lo studio arriva a concludere che sono piu’ le donne a beneficiare dell’uso di trastuzumab rispetto alle donne che ne subiscono un danno. Gli autori della revisione hanno esaminato i dati provenienti da sette studi clinici condotti su un totale di 1497 donne HER2-positive, ovvero con tumore al seno in stadio avanzato, quando cioe’ il tumore puo’ essere trattato, ma non curato. Il trastuzumab e’ stato somministrato in combinazione con altri farmaci come trattamento di prima linea, cioe’ prima di una progressione del tumore, oppure come trattamento successivo alla progressione. Il tasso di sopravvivenza, a due anni dall’inizio degli studi, si e’ dimostrato piu’ alto per le donne a cui e’ stato somministrato il trastuzumab. Queste hanno guadagnato dai due agli undici mesi senza ulteriore progressione del loro tumore. Il farmaco e’ piu’ efficace quando utilizzato come trattamento di prima linea o in combinazione con una classe di farmaci chemioterapici chiamati taxani. “Questa revisione suggerisce che, per le donne con tumore al seno in stadio avanzato HER2-positive, Herceptin (nome commerciale di trastuzumab) permette di allungare significativamente la propria speranza di vita”, ha commentato Lorenzo Moja, uno degli autori della revisione con sede presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute presso l’Universita’ degli studi di Milano. Le donne sono sopravvissute piu’ a lungo e il loro tumore e’ progredito meno rapidamente quando ricevevano Herceptin”. Tuttavia, il farmaco ha portato ad un aumento del rischio di problemi al cuore. Con le terapie standard, l’equivalente di 300 donne ogni 1.000 sopravvivono dopo due anni e solo 10 sviluppano problemi al cuore. Se si aggiunge Herceptin, 373 sopravvivono (73 donne in piu’), ma 35 sviluppano problemi cardiaci tali da richiedere l’immediata sospensione di trastuzumab (25 donne in piu’). Le funzioni cardiache tornano generalmente nella normalita’ una volta interrotto il trattamento. La revisione ha evidenziato che una particolare combinazione di farmaci sono associati a un piu’ alto rischio di problemi cardiaci. “Alcuni studi, tra i primi condotti, combinavano Herceptin con una classe di farmaci chiamati antracicline”, ha detto D’Amico. “Questa combinazione non e’ raccomandata per le donne con tumore al seno in stadio avanzato”, ha aggiunto. La ricerca e’ stata condotta nell’ambito del programma di supporto alla ricerca Indipendente finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).
Tumori: rilevata l’efficacia di un farmaco contro il cancro al seno avanzato


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