Le aziende americane dovrebbero trattare il cambiamento climatico come una delle tante minacce a cui sono esposte perché esso potrebbe costare miliardi di dollari agli Stati Uniti nel corso dei prossimi due decenni. E’ questa la tesi del rapporto “Risky business”, che oggi verrà presentato ai funzionari della Casa Bianca da tre personalità di spicco che lo hanno commissionato: l’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, l’ex segretario al Tesoro, Henry Paulson, e il miliardario hedge fund manager (nonché generoso benefattore del partito democratico), Tom Steyer. Altri legislatori, capi azienda e scienziati sia di destra sia di sinistra sono stati coinvolti.
Stando a quanto spiegato da Paulson in un’intervista al Wall Street Journal, l’intento è quello di depoliticizzare il dibattito sul cambiamento climatico: “Il punto era di avere un gruppo bipartisan che trovasse un accordo sulla natura del problema, che è un enorme rischio economico”, ha spiegato il politico, che ha servito durante la presidenza di George W. Bush. Lo studio sostiene che entro i prossimi 15 anni, i livelli dei mari e il numero delle tempeste sono destinati a salire mentre solo in Florida e Louisiana entro la fine del secolo i danni subiti alle proprietà potrebbero arrivare a quota 370 miliardi di dollari. Tra 5-25 anni l’aumento della siccità e degli allagamenti inoltre potrebbe provocare una riduzione del 10% dei raccolti agricoli nel Midwest e nel Sud degli Usa, cosa che potrebbe fare degli Stati del Nord i nuovi vincitori. Non solo. Il caldo e l’umidità saranno forse così intensi che trascorrere tempo all’aria aperta diventerà fisicamente dannoso. Non è chiaro se il rapporto avrà un effetto sulle aziende e sugli investitori, visto che molte scelte a Wall Street vengono fatte in un’ottica di breve termine.
USA, cambiamenti climatici “rischio enorme” per l’economia, “costano miliardi di dollari”


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