“Ventinove anni fa, come oggi, un’ondata di fango spezzo’ le vite di 268 persone, devasto’ un’intera vallata e investi’ drammaticamente la storia del Trentino. Fu un evento gravissimo, secondo in Italia solo al disastro del Vajont. Era estate ed erano le 12 e 22 minuti. Un’enorme massa di materiale – staccatasi dai due bacini di decantazione dei rifiuti semi-fluidi della miniera di fluorite di Prestave’l, sopra la Val di Fiemme – si abbatte’ sull’abitato di Stava, travolgendo in pochi istanti ogni cosa ed inghiottendo tutto, senza scampo: uomini, donne, bambini. E con essi 53 case, 3 alberghi, 6 capannoni, 8 ponti, centinaia di alberi. Chi accorse sul luogo della disgrazia ha conservato un incubo terribile e indelebile: la ricerca di segni di vita, il senso d’impotenza e di disperazione, la sensazione dell’immensa ineluttabilita’ di quanto accaduto. Per il presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento “Fare memoria ogni dodici mesi – puntualmente, instancabilmente – non significa solo onorare le vittime innocenti e i loro cari, a cui oggi rinnoviamo ancora una volta i sentimenti di cordoglio e di umana partecipazione significa tenere acceso il faro della consapevolezza sul fatto che il territorio va ben governato, che gli eventi calamitosi si devono prevenire, che la natura e le regole vanno rispettate con assoluto rigore.
Accadde oggi: 29 anni fa la tragedia della Val di Stava, il Trentino non dimentica


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