Antropologia: risolto il mistero dietro la straordinaria sopravvivenza alle alte quote dei tibetani

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sherpa tibetaniSe i tibetani di oggi riescono, caso unico al mondo, a vivere oltre i quattromila metri di quota e’ per merito di un gene che hanno acquisito circa 50mila anni fa da un nostro antenato ormai estinto: l’uomo di Denisova. Almeno questo e’ quanto emerge da un articolo realizzato da un gruppo di ricercatori americani che e’ stato pubblicato oggi su Nature. I ricercatori dell’Universita’ di Berkeley e del BMG hanno sottoposto ad analisi genetica un campione di circa 40 tibetani per cercare di capire quale fosse l’origine di quella popolazione e la loro capacita’ straordinaria di sopravvivenza alle alte quote del plateu tibetano. Per farlo hanno analizzato un particolare segmento del loro genoma e piu’ nello specifico un gene che permette loro di regolare meglio il flusso di emoglobina nel sangue e dunque di respirare anche in ambienti di montagna dove la percentuale di ossigeno nell’aria e’ molto piu’ rarefatta. Il gene in questione e’ EPAS1. Nelle popolozioni tibetane e’ molto diffusa una particolare variante di questo gene che non trova se non sporadici riscontri nelle altre popolazioni asiatiche. I ricercatori hanno comparato questa variante specifica del gene tipica dei tibetani al genoma di un antico ominide che viveva in Asia intorno ai 40-50 mila anni fa e che conviveva in quel territorio anche con Neandertal e Sapiens. Si tratta di un ominide scoperto di recente, nel 2010, i cui unici resti sono stati finora trovati in una grotta vicino alla localita’ di Denisova, sui Monti Altai. Ebbene le analisi hanno mostrato una diretta derivazione tra la variante del gene EPAS1 dei tibetani e quella degli uomini di Denisova. “Attualmente – ha spiegato Rasmus Nielsen dell’Universita’ di Berkeley – l’87 per cento dei tibetani e’ dotato di questa specifica variante del gene, che invece e’ poco diffusa nei geni degli altri cinesi”. La presenza di geni di origine denisovana nelle popolazioni asiatiche era nota da tempo. Ora pero’ e’ la prima volta che si dimostra come l’acquisizione di un particolare tratto del genoma da una specie diversa di ominide abbia avuto una influenza diretta sull’adattamento dell’uomo a vivere in un particolare ambiente. “L’ambiente ha esercitato – spiegano gli autori – una formidabile pressione evolutiva sui tibetani. In pratica in alta montagna solo che era portatore di questa variante e’ riuscito a sopravvivere e a riprodursi. Per gli altri non c’e’ stata stata alcuna possibilita’ di sopravvivenza”.