Astronomia: osservati i segreti del Sole irrequieto

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Sole-eruzioneI brillamenti del Sole stanno perdendo piano piano il loro mistero. A svelarlo e’ l’incrocio dei dati di tre sonde della Nasa: la Messenger, che dal marzo del 2011 orbita intorno a Mercurio a soli 45 milioni di chilometri dal Sole, e le due sonde Stereo A e B che sono state lanciate nel 2006 e che, essendo in coppia, possono studiare la nostra stella in maniera tridimensionale. I risultati della ricerca, coordinata da David Lawrence dell’Universita’ Johns Hopkins nel Maryland, sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Geophysical Research. “Per comprendere i fenomeni del Sole, distante circa 150 milioni di chilometri, – dice Lawrence – osserviamo attentamente le differenti particelle che emette durante i brillamenti chiamati ‘flare’. Fotoni, elettroni, protoni, neutroni, e raggi gamma si riversano nello spazio e noi cerchiamo di raccogliere il maggior numero di informazioni. Questi dati pero’ sono falsati dall’incontro tra queste particelle e i campi magnetici solare e terrestre”. sole1Mentre quasi tutte le particelle si incanalano lungo le linee di questi campi, solo i neutroni, che ‘vivono’ circa 15 minuti, non subiscono questo effetto e viaggiano in linea retta trasportando informazioni sui processi con i quali vengono espulsi e accelerati dai flare. La distanza che percorrono quindi dipende dalla velocita’ di espulsione. Per questo motivo i neutroni piu’ lenti non sono registrati dai satelliti in orbita terrestre. I ricercatori hanno esaminato quindi i dati raccolti dalle tre sonde durante un brillamento che ha espulso nello spazio un getto di particelle molto intenso avvenuto, nel giugno del 2011, nella parte opposta del Sole rispetto alla Terra. I dati hanno mostrato un aumento del numero di neutroni nell’orbita di Mercurio diverse ore prima che l’onda di particelle raggiungesse la sonda. Per i ricercatori i neutroni sono il frutto degli urti tra particelle espulse e la parte inferiore dell’atmosfera Solare. Il lavoro combinato delle sonde, secondo la Nasa, potra’ dare altre risposte su come le particelle vengono accelerate durante i flare solari.