Brasile-Colombia, James Rodriguez e la cavalletta gigante di fama “mondiale” [FOTO]

CAVALLETTA COPDavvero curioso l’episodio divenuto in pochissimi secondi virale sui social network, avvenuto ieri sera allo stadio Castelao di Fortaleza. Al minuto 78’, la Colombia, sotto 2-0 col Brasile, usufruisce di un calcio di rigore decretato per l’atterramento in area di Julio Cesar ai danni di Bacca. Dal dischetto va ovviamente James Rodriguez, attaccante del Monaco, il numero 10 che ha riaperto la partita a 12 minuti dal termine, dando vita ad uno strepitoso 2-1.

CAVALLETTA 5Ma a rendere ancora più magico il momento in cui Rodriguez ha consacrato il suo sesto centro mondiale (mai nessuno aveva segnato tanto in così giovane età, Pelè escluso), è stato un inatteso ospite, posatosi sul suo braccio: una grande cavalletta che è rimasta lì, senza che il giocatore se ne accorgesse, per diversi minuti, per tutto il rigore e anche durante l’esultanza del capocannoniere del mondiale ( 6 gol e 4 assist a soli 23 anni). E mentre alcuni pensano ad uno strano segno del destino ed altri fanno appello alla pura casualità, il Daily Mail ricorda che episodi del genere non sono poi così rari, citando Paul Mc Cartney che, a maggio 2013, aveva già suonato circondato da alcune cavallette. Le cavallette appartengono all’ordine degli Ortotteri (dal greco “ali diritte”), incluso nella classe degli insetti. Gli insetti appartenenti a quest’ordine, che consta di circa 20.000 specie tra cavallette, locuste e grilli, presentano arti posteriori lunghi e adatti al salto, apparato boccale masticatore e organi stridulatori.

CAVALLETTA 1Generalmente le cavallette sono di colore verde, seppure esistano varianti dal giallo al nero ed hanno il corpo suddiviso in 3 regioni: capo, torace e addome. Sul capo sono presenti due lunghe antenne e ai lati di esso sono collocati due grandi occhi neri sporgenti, ciascuno dei quali formato da tanti piccoli occhi che catturano ognuno una parte dell’oggetto osservato per ricostruire, come in una sorta di puzzle, l’immagine complessiva. Le antenne servono ad orientarsi nell’ambiente e ad avvertire la presenza di predatori anche molto lontani; sono sensibili al calore e all’umidità e vengono usate per annusare e gustare. Le invasioni di cavallette sono un fenomeno che affligge gli stanziamenti umani fin dall’antichità. Raffigurazioni di questi insetti sono state rinvenute in alcune tombe egizie risalenti ad un periodo compreso tra il 2000 e il 1500 a.C. ed esse, ritenute apportatrici di distruzione, costituirono una delle 7 piaghe d’Egitto mandate dal Dio dell’Antico Testamento a punire il Faraone (“Allora il Signore disse a Mosè: “Stendi la mano sul paese d’Egitto per mandare le cavallette: assalgano il paese d’Egitto e mangino ogni erba di quanto la grandine ha risparmiato!”).

Incisioni rappresentanti cavallette sono contenute nei templi Aztechi. La formazione degli sciami è favorita dalle condizioni ambientali, dato che questi insetti hanno bisogno di temperature abbastanza elevate e aria secca per svilupparsi… non a caso attaccano l’Europa in Estate, per lo più nei periodi di siccità. Si tratta di animali stanziali e solitari, poco propensi a muoversi dal luogo di nascita ed è il vento a decidere la loro direzione di spostamento, dal momento che le ali servono solo per rimanere sospesi in aria, mentre vengono trasportati qua e là dalle correnti (pur essendo in grado di captare il periodo migliore per “prendere il volo”).

CAVALLETTA 2La loro permanenza in un luogo dipende dalla disponibilità di cibo. Prediligono campi di granturco, ma anche frutta, ortaggi, tuberi sotterranei. Finiti i raccolti, si concentrano su foglie e cortecce d’alberi, per poi terminare in bellezza con staccionate, imposte, manici degli attrezzi agricoli e indumenti. La fine di un’invasione è collegata solitamente ad una moria dovuta, ad esempio, ad un repentino abbassamento della temperatura o a correnti d’aria in grado di sollevare lo sciame ad alta quota o, viceversa, a farlo precipitare in mare o in qualche specchio d’acqua. Il fenomeno è stato sostanzialmente annullato in Europa e America negli ultimi due secoli, per via delle tecniche di coltivazione (aratura, che rompe le uova sepolte nel terreno) e all’uso dei pesticidi.

CAVALLETTA 4E se sciami brulicanti di cavallette, nei sogni, possono essere simbolo della paura di perdere ciò che si è conquistato (es. i propri beni materiali) o dell’insicurezza nei confronti di una situazione che si sta affrontando, invadendo la dimensione onirica con tormenti e pensieri ossessivi che provocano affanno, conflitto interiore e paura, in ambito calcistico, l’insolito episodio che ha visto protagonista l’attaccante colombiano James Rodriguez sarà sicuramente uno dei più ricordati di questo Mondiale. Dopo la farfallina di Belen Rodriguez, è la volta della cavalletta gigante che ha attaccato il numero 10 dei Cafeteros il quale, nonostante l’inaspettato ospite, non si è scomposto, spiazzando Julio Cesar e infilando in rete la palla. Segno del destino? Pura casualità? Una cosa è certa: l’eroico goal di James Rodriguez e la cavalletta gigante non sono bastati a regalare alla Colombia una storica semifinale!