Canarie, inizieranno in autunno le prospezioni per la ricerca del petrolio: governo locale e ambientalisti contro

La Repsol, grande compagnia petrolifera spagnola, inizierà le prospezioni nei fondali al largo delle Canarie in autunno. Le prospezioni serviranno per sapere se ci sono o no giacimenti sfruttabili di petrolio nell’area dell’arcipelago spagnolo. Serve ancora un ultimo permesso, che verrà dato dal Ministero dell’Industria fra pochi giorni, dopodiché i nove pozzi petroliferi potranno iniziare ad essere installati, al largo di Lanzarote e Fuerteventura.

A nulla è servita la dura protesta del governo canariense, (le Isole Canarie sono una Comunità Autonoma della Spagna, con un proprio governo regionale) che da mesi si batte contro il progetto di trivellazioni petrolifere con un muro contro muro con il governo centrale di Mariano Rajoy. A nulla sono servite neanche le proteste di migliaia di abitanti delle isole, con manifestazioni molto partecipate come l’ultima, che ha avuto luogo l’8 giugno.

Gli abitanti delle Canarie hanno paura che le prospezioni possano avere effetti negativi sul principale motore economico locale, il turismo. Un incidente o una fuga di greggio metterebbero a rischio il patrimonio ambientale dell’arcipelago, che ogni anno richiama centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo, specialmente dall’Europa. C’è ancora tempo per un blocco, ma sembra che gli interessi economici stiano avendo la meglio sulle preoccupazioni.
Il presidente della Repsol, Brufau, ha difeso il progetto non nascondendo che anche all’interno della Confindustria spagnola si siano levate voci di dubbio sul progetto, proprio per le possibili ripercussioni negative sul turismo. Brufau ha detto che le prospezioni equivalgono a “progresso” e ha poi usato l’Italia, la Norvegia e la California come esempi positivi in cui, a suo dire, lo sfruttamento del petrolio si coniuga tranquillamente con il turismo.