Cervello: il presente si costruisce in 2-3 secondi

Per “costruire” il presente istantaneo ci mettiamo dai due ai tre secondi. Servono al nostro sistema percettivo a ricostruire l’unitarieta’ non solo delle immagini statiche, ma anche delle esperienze piu’ simili al mondo reale, dove la scena e’ in continuo cambiamento. A dirlo e’ uno studio appena pubblicato sulla rivista PLoS One e condotto da un gruppo di ricercatori del Centro mente cervello (Cimec) dell’Universita’ di Trento, guidati dal professor David Melcher. La novita’ di questo studio e’ che i due o tre secondi sono validi non solo per immagini statiche, ma per sequenze, come la visione di un film, assimilabile alla vita reale, nella sua continua evoluzione, che ci bombarda di stimoli di natura diversa, in particolare visivi, uditivi e tattili, in continuo cambiamento non solo spaziale, ma anche quanto a importanza e salienza per l’individuo. “I film – spiega il professore – sono costituiti da singole inquadrature, tratti di pellicola montati in successione tra loro e separati da dei tagli. E’ interessante notare che la loro durata nei film di Hollywood, compresi i trailer e le sequenze di azione, tende a essere in media proprio di 2-3 secondi. Dato che in genere le persone muovono gli occhi molte volte al secondo – aggiunge – anche la piu’ breve delle inquadrature e’ molto piu’ lunga del tempo di fissazione degli occhi mentre ad esempio leggiamo. Una possibilita’, in linea con i nostri risultati – conclude – e’ che l’informazione dell’evento corrispondente alla nostra percezione di quello che sta accadendo ‘ora’ sia accumulata su un periodo di qualche secondo, rendendo cosi’ la durata di 2-3 secondi delle clip nei film un compromesso ideale tra l’efficienza (mostrare quante piu’ riprese possibili in un breve periodo di tempo) e la facilita’ di visione”.