Ebola, lo scienziato che scoprì il virus: la pandemia è improbabile

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Ebola virusLo scienziato che ha contribuito a scoprire l’ebola e’ convinto che sia improbabile che l’epidemia del virus scoppiata in Africa occidentale si propaghi in maniera esponenziale al di fuori della regione. Per il professor Peter Piot, invece, proprio il senso di panico “davvero negativo” e la mancanza di fiducia nelle autorita’ governative dei Paesi colpiti ha contribuito a generare quella che, finora, e’ la piu’ grave epidemia mai registrata del virus. Lo scienziato belga, oggi trapiantato in Gran Bretagna, esorta tuttavia i Paesi a sperimentare i vaccini sulle persone contagiate, in maniera che quando inevitabilmente il virus si ripresentera’, il mondo sara’ preparato. Da quando ha fatto la sua comparsa, nel marzo scorso, il virus dell’ebola ha contagiato 1.201 persone e causato 672 vittime in Guinea, Liberia e Serra Leone (dati Oms, Organizzazione Mondiale della Sanita’). Medici Senza Frontiere mercoledi’ ha detto che la crisi e’ “senza precedenti, assolutamente fuori controllo e la situazione puo’ solo peggiorare”, con il “rischio reale” che vengano colpiti “altri Paesi”. Piot -che fu tra gli scopritori del micidiale virus quando era un giovane ricercatore nel 1976, appena 27enne e oggi dirige la prestigiosa London School of Hygiene and Tropical Medicine- e’ invece piu’ tranquillizzante. Anche se qualcuno che ha l’ebola dovesse arrivare in Europa, in Usa o in un’altra regione dell’Africa, ha osservato, “non credo che dara’ luogo a una grave epidemia. “Non sono preoccupato dell’ipotesi che si possa diffondere tra la popolazione, qui”. “Ne’ mi preoccuperei se qualcuno con l’ebola mi sedesse accanto in metro, a meno che non mi vomiti addosso o qualcosa di simile. E’ un’infezione che ha bisogno di un contatto molto stretto”.