Sui mari equatoriali, e non, torna in azione l’affascinante fenomeno della “fosforescenza del mare”. Negli ultimi mesi in vari tratti dell’oceano Atlantico equatoriale, soprattutto li dove si sono collocate le cosiddette “Calme equatoriali”, nell’area compresa fra le coste dell’Africa occidentale e le coste della Guyana, e sui mari tropicali, sono stati segnalati dei fenomeni molto particolari. In pratica la superficie dell’oceano si illuminava di notte, emanando una strana luminosità dal colore bianco verdastro. Tale fenomeno è stato osservato dagli equipaggi di alcune navi e pescherecci d’altura di passaggio. Non è la prima volta che simili fenomeni di luminosità delle acque oceaniche vengono segnalati nel cuore della notte. Per chi assiste di persona a un fenomeno alquanto singolare come questo può sembrare anche un po’ inquietante. In realtà il fenomeno della “fosforescenza del mare” è molto più diffuso di quanto si possa pensare. Chi va per mare, seguendo le antiche rotte commerciali oceaniche o effettuando la pesca d‘altura, questo lo sa molto bene. Spesse volte nella fascia dei mari tropicali ed equatoriali, durante le notti serene e con condizioni meteo/marine piuttosto buone, con mare quasi calmo o appena increspato, la superficie dell’oceano può emanare uno splendido e mutevole scintillio di punti luminosi di diversi colori che illuminano di bianco o verdastro un ampio tratto d‘acqua.
Sui mari temperati il fenomeno appare con maggior evidenza solo nella stagione estiva, in presenza di notti serene e con un moto ondoso sovente di debole entità. Il fenomeno, come abbiamo detto, è stato denominato con il termine di “fosforescenza del mare”. Una parola che potrebbe sembrare un po’ impropria se si pensa che nella fisica la parola fosforescenza indica un fenomeno di natura diversa. La “fosforescenza del mare” si origina in seguitoa processi chimico-fisici che si formano in varie specie di organismi animali e vegetali che si trovano sotto la superficie del mare. Il colore della luce è di solito bianco, verdastro o addirittura azzurrino. Più raramente si può presentare con la tendenza verso il giallo e il rosso. Nella maggior parte dei casi la “fosforescenza del mare” è originata dal Plancton. I microrganismi animali e vegetali che compongono il Plancton emettono luce se vengono in qualche modo stimolati o disturbati da altri elementi. In certi tratti di oceano e in certe circostanze il fenomeno della fosforescenza raggiunge dimensioni davvero molto imponenti per la presenza contemporanea di enormi masse di questi organismi. Difatti il Plancton è presente in tutte le acque, ma le concentrazioni variano con le stagioni e i luoghi, aumentando soprattutto d’estate, specie nei mari temperati dove è più facile osservare il fenomeno.
Ma macchie luminose più intense possono essere provocate da altri organismi marini più grandi che vivono in colonie molto numerose, come certe meduse. Anche fra i pesci, i crostacei e molluschi vi sono molte specie che emettono luce, tanto da riuscire ad illuminare per intero la superficie marina. La capacità di questi animali di emettere luminosità viene chiamata “bioluminescenza”. E’ dovuta alla reazione tra un enzima, la luciferasi, e un pigmento, la luciferina, una caratteristica molto diffusa tra gli abitanti del mare. La “bioluminescenza” può essere utilizzata per vari fini, fra cui illuminare le acque circostanti per confondere i potenziali predatori, o ancora come esca o come segnale di corteggiamento. Sul Mediterraneo, durante la tarda primavera e la stagione estiva, i fenomeni di “fosforescenza di mare” si possono riscontrare solo in presenza di enormi banchi di meduse, del tipo “Pelagia Noctiluca” (bloom), quella che più comunemente infesta le nostre coste.
Questo tipo di medusa non per caso viene chiamata anche “medusa luminosa” data la sua capacità di emettere luce, dovuta al fenomeno della “bioluminescenza”. Gli episodi di “fosforescenza del mare” più intensi ed estesi si sono registrati durante gli anno 80 nel tratto di mare davanti la costa della Somalia, dove fra i mesi di Aprile e Maggio, quando il mare diventava calmo in atteso del cambio di regime dei venti monsonici (i Monsoni di NE venivano sostituiti da quelli di SO). In questi casi il fenomeno si è esteso su un ampio tratto di oceano, tanto da essere inquadrato persino dalle immagini satellitari. Ma molte altre volte la fosforescenza interessa un po’ tutti i mari equatoriali e tropicali, dando luogo a scenari davvero surreali che incantano navigatori ed esploratori.



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