Arctic Sunrise ha bisogno di lavori di riparazione dopo la lunga permanenza al porto di Murmansk. La rompighiaccio è rimasta ferma 9 mesi, in seguito all’arresto del suo equipaggio per la protesta di Greenpeace presso la piattaforma petrolifera russa Prirazlomnaya, nel mare della Pechora. Secondo quanto dichiarato da Daniel Rizotti, capitano dell’equipaggio di Greepeace che nei giorni scorsi ha raggiunto il vascello, dissequestrato dalle autorità russe, “abbiamo trovato un orribile pasticcio a bordo, gran parte della navigazione e apparecchiature di comunicazione sono state danneggiate o mancanti” riportano le agenzie russe.
La nave nelle prossime settimane verrà preparata a lasciare Murmansk. “Vogliamo completamente ripristinare la rompighiaccio, che ancora può partecipare alle campagne di Greenpeace per la protezione dell’Artico”, ha detto il capitano.
Il 6 giugno era stato annunciato che la Commissione d’inchiesta ritirava ilsequestro della nave Arctic Sunrise. Lo scorso dicembre la Duma di stato, in occasione del ventesimo anniversario della Costituzione, aveva dichiarato l’amnistia che riguardava anche i membri dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise.
Tra l’oro c’era anche un italiano, Cristian D’Alessandro, inizialmente accusato in Russia di pirateria, insieme ad altri 29 militanti.
Greenpeace: l’Arctic Sunrise “danneggiata” ma tornerà presto in mare


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