Incendi in Sardegna: inizia la conta dei danni ad Arbus, “situazione drammatica, la gente è in ginocchio”

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incendi arbusÈ il giorno della conta dei danni ad Arbus, nel Medio Campidano, il bellissimo paesaggio di boschi e cime di granito si è tristemente trasformato in un paesaggio lunare, nero, un deserto di cenere dopo l’incendio scoppiato giovedì che ha tenuto impegnati per oltre 24 ore uomini e mezzi. Querce secolari trasformate in tristi candelabri di carbone, rocce bianche (che paradossalmente è il nome di un agriturismo danneggiato dalle fiamme) sulle quali si riflettevano i raggi del sole, sono ora paragonabili ad un posacenere sporco. Tra gli alberi e i cespugli della macchia nobile mediterranea capre, pecore e qualche cervo, arsi dalle fiamme. Uno spettacolo desolante, opera certamente dell’uomo, non hanno dubbi gli inquirenti, di una mente criminale che ha sfruttato scientificamente ed in modo perverso le sue conoscenze degli effetti del vento di scirocco per appiccare un incendio in diversi punti della strada provinciale 16 che collega Guspini, Arbus e Gonnosfanadiga. Risultato: oltre incendi arbus sardegna2mila ettari andati in cenere e milioni di euro di danni. Il pomeriggio di giovedì era un inferno ideale per appiccare le fiamme: umidità oltre il 70%, vento teso di scirocco, la temperatura a 35 gradi e il bosco trasformato un immenso serbatoio di carburante. C’è voluto poco: appiccare le fiamme in due, tre punti ben precisi (dove sono state trovate le origini dell’incendio) e scappare lontano in auto, con tutto il tempo per allontanarsi e magari godersi il triste spettacolo, al sicuro dalle fiamme e dalla giustizia. Oltre duemila ettari di bosco e macchia distrutti, oliveti, orti, vigne, aziende agricole, agriturismo e case coloniche. Danni anche alle comunicazioni telefoniche e alle linee elettriche. I danni ad Arbus non sono ancora quantificabili, se non dopo un attento censimento delle attività distrutte. Ci vorrà del tempo, ma l’Amministrazione comunale, fanno sapere all’Adnkronos il sindaco Francesco Atzori e il vice Gianni Lampis, ieri ha deliberatolo stato di calamità. ”Il comune ora ha dieci giorni dall’evento calamitoso – spiegano Atzori e Lampis – per comunicare i danni alla Regione sarda. Nel frattempo abbiamo attivato il bando incendio04per la comunicazione ufficiale dei danni da parte dei cittadini”. Nel frattempo resta attivo per tutta la mattinata il presidio dei vigili del fuoco e della Forestale regionale nella sala consiliare per monitorare la situazione. Secondo quanto si apprende sarebbero già scattate le indagini della Forestale e dei carabinieri per individuare il o i responsabili dell’incendio. E il comune fa sapere che appena verrà individuato il colpevole non ”tarderà un secondo a costituirsi parte civile”. Ma l’appello disperato del Comune è rivolto alla Regione sarda. Gli allevatori hanno perso tutto: ”Foraggio, pascolo, mangimi, bestiame. La situazione è drammatica – riferisce Lampis – Chiediamo che l’assessore dell’Ambiente e dell’Agricoltura vengano a verificare personalmente i danni. La gente è in ginocchio”. Peggio ancora per le piccole proprietà, per i coloni così detti ‘hobbisti’, i pensionati che coltivavano un pezzo di terreno che s sono visti bruciare la casetta colonica. ”Per loro – dice Lampis – se non hanno l’assicurazione la Regione non può risarcire alcun danno”. Centinaia le fotografie e i video postati sulla pagina facebook ‘I segreti dell’arburese’ da dove è possibile avere un’idea precisa della devastazione e della distruzione dei boschi, delle case e delle aziende agricole. Numerosi gli appelli alle forze del’ordine per assicurare alla giustizia i criminali dell’ambiente. L’opposizione in Consiglio comunale non risparmia critiche alla Giunta (definita ”inefficiente e senza programmazione”). Secca la replica dell’amministrazione: ”Ci sono consiglieri che hanno preferito scattare fotografie da bordo strada, altri che si sono preoccupati della comunità lavorando 24 ore senza sosta. Preferiscono sputare sentenze. Ma questo è il livello”.