L’ondata di calore diretta verso le Isole Maggiori sarà accompagnata da una vasta nuvola di polvere desertica pronta ad offuscare i cieli

19Dopo la lunga tregua di quest’ultima settimana il caldo africano sta nuovamente tentando di impossessarsi del bacino centrale del mar Mediterraneo, coadiuvato dall’ennesima erezione meridiana del torrido promontorio anticiclonico algerino, che mantiene il proprio baricentro fra il deserto libico (Fezzan) e quello algerino. Difatti, nel corso delle prossime 24-36 ore, una nuova onda mobile di calore, proveniente dall’entroterra desertico algerino, tenderà ad invaderà il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, inglobando pure le nostre isole maggiori e il Tirreno, dove si attiverà una significativa avvezione calda, particolarmente strutturata nei medi e bassi strati (basta vedere l’apporto di calore alla quota isobarica di 850 e 700 hpa).

tramonto sabbiaL’ondata di calore si svilupperà lungo il margine più orientale di una saccatura nord oceanica, che affonderà i propri elementi verso la Spagna ed il mar delle Baleari, e il bordo occidentale di un promontorio anticiclonico sub-tropicale che si colloca poco più ad est, fra l’entroterra algerino e il Mediterraneo centrale.  Le masse d’aria calda e piuttosto secche, in risalita dalla regione desertica del Grande Erg orientale (il deserto sabbioso dell’Algeria orientale), faranno impennare i termometri su valori prossimi ai +38°C +39°C all’ombra in diverse località della Sicilia e della Sardegna, con probabili picchi isolati di +40°C (probabilmente pure picchi isolati di +41°C in Sicilia, nelle aree comprese fra il catanese interno, il siracusano ed ennese), nelle aree più interne isolane, dove il caldo nelle ore centrali del giorno diverrà molto fastidioso. 

tempesta di sabbiaL’afflusso dell’aria calda e molto secca, d’estrazione sahariana, verrà accompagnato pure dalla risalita di finissime nuvole di pulviscolo desertico, in sospensione in quota, che renderanno i cieli lattiginosi, dandogli quell’aspetto tipico delle aree desertiche del pianeta. Queste nuvole di polvere e pulviscolo desertico,  dalla regione del Grande Erg (dune di sabbia) orientale, li dove nascerà l’ondata di calore che si appresta ad interessare le nostre regioni più meridionali, ed in modo particolare le nostre due isole maggiori.  Queste nuvole di pulviscolo desertico, sollevate fino alla media troposfera (sopra i 5000-6000) e agganciate dall’alito sahariano da S-SO che dominano in alta quota, dopo aver sorvolato il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia, tenderanno a muoversi verso NE e E-NE, offuscando anche i cieli della Sicilia e della Calabria e della Campania meridionale, dove iniziano a presentarsi le prime importanti velature che rendono i cieli lattiginosi.

La sabbia sollevata dai forti venti orientali che spazzano il Sahara
La sabbia sollevata dai forti venti orientali che spazzano il Sahara

Queste microscopiche particelle di pulviscolo desertico, durante il tramonto, ci regaleranno degli scenari davvero unici e suggestivi, tipici di un  paesaggio sahariano, soprattutto fra le coste della Sardegna meridionale ed in Sicilia. Generalmente si tratta di particelle di polvere microscopiche, ma ben addensate fra loro e per questo capaci di arrossare i cieli e le nuvole, specie nelle ore che precedono l’alba o il tramonto, quando i contrasti cromatici diventano molto intensi. Il pulviscolo desertico, che a breve sorvolerà le nostre regioni meridionali e la Sicilia, proprio in queste ore viene sollevato  dai sostenuti venti orientali che spazzano tutta l’area del Sahara, sul settore a nord della linea dell’ITCZ (“fronte di convergenza intertropicale”) attestata sull’Africa sub-sahariana, fra il sud del Mali e il Niger meridionale. In genere queste particelle di polvere, molto leggere e sottili, una volta agganciate dalle correnti ascensionali che si originano nell’area poco a nord dell’ITCZ (dove l’attività convettiva è molto forte anche per l’azione della depressione termica al suolo che spinge l’aria calda verso l’alto, fino ad una determinata quota), tendono a salire di quota aggirando dal bordo meridionale e occidentale il possente anticiclone sub-tropicale libico-algerino, che in questo periodo dell’anno dispone i propri massimi barici al suolo ed in quota sull’entroterra desertico marocchino, algerino e libico.

tempesta polvere 10 marzo 2012Quando il promontorio anticiclonico nord-africano si protende sul mar Mediterraneo (come in questo caso) queste nuvole di pulviscolo risalgono dal suo bordo occidentale per raggiungere la Spagna, il “mare Nostrum”, l’Italia o la Grecia. Il loro passaggio in quota di solito contribuisce a velare pesantemente i cieli o a dargli quell’aspetto lattiginoso da tutti osservato durante le tradizionali ondate di calore. Va ricordato che le nuvole di pulviscolo che interessano il Mediterraneo e l’Europa meridionale non hanno nulla a che vedere, come estensione e durata, con quelle ciclicamente espulse dai venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sopra l’area sahariana ed il Sahel), dal Sahara occidentale verso l’oceano Atlantico, dove ogni anno vanno a depositarsi ingentissimi quantitativi di polvere desertica. Basti pensare che nel mese di Giugno del 2007 dai deserti del Sahara occidentale era stata espulsa una enorme nuvola di polvere che è stata in grado di offuscare i cieli sopra l’Atlantico tropicale per svariati giorni, contribuendo a raffreddare le acque superficiali oceaniche, con un conseguente rallentamento dell’attività degli uragani.