L’origine dei cervi alpini dimostrata grazie alla pelliccia indossata da Oetzi

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oetziLa pelliccia indossata da Oetzi, l’uomo dei ghiacci vissuto 5.300 anni fa e scoperto ai piedi del monte Similaun nel 1991, dimostra che i cervi che popolavano le Alpi nel Neolitico appartenevano ad un ceppo diverso rispetto a quello dei cervi attuali. L’analisi genetica dei peli è stata condotta dai ricercatori dell’Università di Camerino, che pubblicano i risultati sulla rivista Plos One. Le eccezionali condizioni di conservazione della mummia di Similaun e del suo equipaggiamento hanno permesso di estrarre il materiale genetico contenuto nei peli della pelliccia di cervo che Oetzi indossava il giorno del suo decesso. I ricercatori hanno studiato in particolare il Dna di origine materna contenuto nei mitocondri e, una volta sequenziato, lo hanno confrontato con quello di altre popolazioni antiche e moderne di cervo rosso europeo. Hanno così scoperto che i cervi rossi che popolavano le Alpi nell’età del Rame appartenevano ad un ceppo che oggi è diffuso nell’Europa occidentale, mentre gli esemplari che vivono attualmente sulle Alpi piemontesi e friulane sono legati ad un altro ceppo orientale. Secondo gli autori dello studio, questo potrebbe essere spiegato dal fatto che le popolazioni di cervi rossi europei si sono rifugiate in luoghi differenti durante la glaciazione dando poi vita a processi di ricolonizzazione diversificati. Studi precedenti avevano già dimostrato che il cervo rosso rappresentava un ‘compagno di viaggio’ molto prezioso per l’uomo di Similaun, che ne ricavava cibo, vestiti e strumenti.