Un team multidisciplinare di ricercatori ha aperto un dibattito pubblico su una nuova tecnologia potenzialmente in grado di risolvere problemi ecologici globali di lunga data. Il metodo proposto prevede l’utilizzo di tecnologie dette di ”gene drives” (trasmissione genica), che potrebbero portare allo sviluppo di nuovi e potenti strumenti per combattere la malaria e altre malattie trasmesse da insetti, e aiutare a promuovere un’agricoltura sostenibile. Il team include ricercatori provenienti da prestigiose università americane quali il Wyss Institute presso Harvard University, l’Harvard Medical School, l’Harvard School of Public Health, e il Massachusetts Institute of Technology (MIT), in collaborazione con l’Università di Perugia. I gene drives sono sistemi genetici che eludono le tradizionali regole della riproduzione sessuale e aumentano enormemente le possibilità che il drive venga trasmesso alla progenie. Questo porta alla trasmissione di specifiche alterazioni genetiche all’interno di particolari popolazioni d’insetti o altri organismi nell’arco di alcune generazioni. Il recente sviluppo di uno strumento versatile di gene editing chiamato CRISPR fa ora in modo che i geni possano essere inseriti, sostituiti o regolati, e rende possibile la creazione di potenti gene drives che possano funzionare in diversi organismi. Il team di scienziati ha pubblicato due articoli sull’argomento. Il primo, apparso su eLife, descrive il metodo tecnologico che porta alla costruzione dei gene drives, e ne indica le possibili applicazioni. Il secondo, apparso su Science, fornisce una valutazione iniziale dei possibili effetti della tecnologia proposta sull’ecosistema, tracciando un’analisi delle normative attuali e proponendo una lista di raccomandazioni per un responsabile sviluppo e collaudo di queste tecnologie. ”Visto l’ampio potenziale dei gene drives per la soluzione di problemi ecologici e di salute pubblica, volevamo aprire un dibattito pubblico il piu’ possibile trasparente e informativo prima di procedere a qualsiasi verifica del metodo” ha dichiarato Kevin Esvelt, del Wyss Institute e autore dei due articoli pubblicati questa settimana. Per quanto riguarda la cura di infezioni trasmesse da insetti, ”i gene drives possono sferrare un colpo decisivo nella lotta contro le zanzare che trasmettono la malaria, una malattia che uccide 650,000 persone e infetta milioni di persone ogni anno. Questi sistemi possono modificare le popolazioni di zanzare in modo che non siano più in grado di trasmettere la malattia” dichiara Flaminia Catteruccia, professore associato presso l’Università di Perugia e presso l’Harvard School of Public Health, e coautrice di entrambe le pubblicazioni. Nell’articolo pubblicato su eLife, il team ha delineato una serie di misure precauzionali volte ad uno sviluppo sicuro e responsabile dei gene drives, molte delle quali non erano possibili con le tecnologie finora a disposizione. ”La nostra proposta rappresenta un potenziale strumento di controllo dell’ecosistema per favorire uno sviluppo sostenibile a livello mondiale, ma allo stesso tempo trattandosi di una nuova tecnologia emergono nuove problematiche che vanno prontamente affrontate” aggiunge George Church, professore di genetica alla Harvard Medical School e al Wyss Institute. I gene drives possono trasmettere tratti genetici solo nel corso di diverse generazioni quindi sono efficaci in specie animali che si riproducono velocemente o in largo numero. Nel caso degli insetti, i cambiamenti genetici potrebbero già essere visibili nel corso di un paio di anni, mentre organismi a lenta riproduzione impiegherebbero molto più tempo. L’alterazione della popolazione umana, per esempio, non e’ praticabile poiché sarebbero necessari secoli. La natura innovativa dei gene drives crea inoltre una serie di difficolta’ sul piano normativo. ”Al momento la tecnologia costruita sui gene drives non e’ coperta dalle regolamentazioni esistenti negli Stati Uniti e dalle convenzioni internazionali” sottolinea Kenneth Oye, autore dell’articolo su Science e direttore del programma dell’MIT sulle tecnologie emergenti. ”Prima di poter considerare i benefici della tecnologia, abbiamo bisogno di riforme normative e di aprire un dibattito pubblico sui gene drives.”
Malaria: una nuova tecnica rende le zanzare innocue


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