Nuovo massimo mondiale stabilito dalla “Death Valley”: sfondati i +52.2°C, picchi di +40°C anche in Canada occidentale

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Death-Valley-National-Park-CaliforniaMentre in Italia e sul bacino centrale del mar Mediterraneo l’estate sembra latitare, almeno in questi ultimi giorni, dall’atra parte dell’Atlantico il caldo, anche se un po’ in ritardo rispetto alla tradizionale tabella di marcia, inizia a fare davvero sul serio fra Stati Uniti e Canada. La potente ondata di calore che nei giorni scorsi si è sviluppata sopra i deserti degli USA sud-occidentali, con isoterme fino a +36°C a 850 hpa fra California orientale, Arizona e Nevada, ha letteralmente infuocato la “Death Valley” che la scorsa domenica, 13 Luglio 2014, ha registrato la sua prima temperatura massima di ben +52.2°C all’ombra, nella stazione di Furnace Creek Visitors Center. Stabilendo il nuovo massimo mondiale del 2014, ossia la temperatura massima più alta registrata sulla Terra, e bruciando di netto gli over +51°C registrati nelle località più “roventi” del Pakistan centro-meridionale e del deserto messicano del Sonora. Si tratta, inoltre, del primo over +52°C mondiale, dall’inizio del 2014 ad oggi.

death-valleyNon è escluso che nei prossimi giorni, visto il perdurare dell’ondata di calore, la “Death Valley” possa riuscire a migliorare ulteriormente questo record mondiale di caldo, tuttora temporaneo, magari sfondando il muro dei +52.5°C o andando anche a sfiorare i fatidici +53.0°C, un valore davvero estremo per il clima terrestre. Ma per capire l’entità dell’ondata di calore basta analizzare i radiosondaggi effettuati domenica 13 Luglio 2014, quando proprio sulla verticale del torrido deserto del Mojave si registravano isoterme di ben +36°C +37°C alla quota di 850 hpa. Su tutti spiccano i +37.4°C archiviati dal radiosondaggio di Reno, nello stato del Nevada, a soli 1500 metri di altezza. In questi giorni, grazie alla congeniale configurazione sinottica affermatasi sul continente nord americano, il prepotente anticiclone sub-tropicale di blocco, che da più di due settimane sta tenendo sotto scacco il sud degli Stati Uniti centro-occidentali si è esteso, con la propria cupola, fino agli stati più settentrionale canadesi occidentali della British Columbia e dell’Alberta, approfittando del notevole indebolimento e dell’ondulazione del “getto polare” che dal Pacifico settentrionale passa tra il nord degli USA e il Canada meridionale. Questa vasta struttura anticiclonica, consolidata in quota da valori di geopotenziale molto elevati, è stato alimentato da uno spesso strato di masse d’aria molto calde e secche, preesistenti da giorni l’area desertica del Gran Bacino e il deserto del Mojave, dove il mix fra aria secca, insolazione ininterrotta e “Subsidenze” continue ha contribuito ad “arroventare” ulteriormente le masse d’aria preesistente in loco, accendendo la soffocante calura.

La "Death Valley" vista dal satellite
La “Death Valley” vista dal satellite

Il robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale ha esteso la propria copertura in direzione del Canada occidentale, facendo affluire dal suo bordo occidentale aria molto calda, continentalizzata, che è stata ulteriormente surriscaldata nei bassi strati dall’intensa insolazione diurna che da settimane “arroventa” i deserti degli USA sud-occidentali. In più, i fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (forti correnti discendenti tipiche nei regimi anticiclonici) hanno contribuito a comprimere l’aria verso i bassi strati, deumidificandola e scaldandola sensibilmente negli strati più bassi. Ciò spiega perché in questi giorni il caldo molto intenso si sta concentrando soprattutto negli stati del sud-ovest, fra Arizona, l’area desertica interna della California e il Nevada, dove il robusto anticiclone sub-tropicale messicano che si è proiettato verso nord sta spingendo masse d’aria veramente “bollenti”, d’estrazione desertica, che vengono ulteriormente scaldate dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica”, contribuendo ad arroventare gli aridi deserti interni di Arizona, Nevada e California, dove le temperature sono schizzate di botto sopra la soglia dei +42°C +43°C, con picchi di oltre i +45°C +46°C. Questa avvezione calda ha contribuito ad “infuocare” anche la famosa “Death Valley”, una estesa depressione lunga più 225 chilometri e larga in media 40 chilometri, che si estende fra il deserto interno della California e in piccola parte sul confinante stato del Nevada. Questo è il punto più “rovente” del nostro pianeta, dove per la prima volta è stato abbondantemente sfondato il muro dei +50°C all’ombra. Ma la performance stabilita lo scorso martedì 10 Luglio dalla “Death Valley” è molto importante, perché va ben oltre un comunissimo picco over +50°C estivo. La “Death Valley” è una estesa depressione, lunga più 225 chilometri e larga in media 40 chilometri, che si estende fra il deserto interno della California e in piccola parte sul confinante stato del Nevada.

Il paesaggio dell'arida valle della Morte
Il paesaggio dell’arida valle della Morte

Data la particolare orografia chiusa questa depressione è il punto più “rovente” del nostro pianeta, dove per varie volte, durante il periodo estivo, con il sole si avvicina allo “Zenit” (raggi solari quasi perpendicolari sull’orizzonte nelle ore centrali del giorno), è possibile sfondare il muro dei +50°C all’ombra durante il periodo estivo, quando l‘intensa e prolungata insolazione diurna (cieli costantemente sereni o poco nuvolosi) unita ai bassissimi tassi di umidità relativa (5-6 %) riscaldano sensibilmente il terreno desertico, completamente spoglio di vegetazione arborea in vasti tratti (solo in inverno e in primavera, quando si verificano brevi rovesci di pioggia, la superficie desertica rifiorisce per pochi giorni), trasformando l‘area in una sorta di grande “forno“ naturale che irradia un calore veramente infernale e insopportabile. Non per caso gli viene attribuito il nome di “Death Valley”. Proprio per questo motivo durante l’estate, a causa delle elevatissime temperature diurne, non si può circolare di giorno all‘interno della “Death Valley“. Le ore consigliate per arrivarci sono nel tardo pomeriggio, dalle 17:00 – 18:00 PM in poi, e nella prime ore del mattino, dalle 04:00 alle 10:00 AM. Ma in questi giorni il caldo non ha risparmiato neppure il territorio canadese, dove si sono registrate temperature massime prossime ai +40°C.

Temperatura-Nord-America-del-13-luglio-2014-a-850hPA-600x475L’afflusso delle masse d’aria calde, di natura sub-tropicale continentale, lungo il bordo occidentale della vasta impalcatura anticiclonica presente sugli stati della West Coast nord americana, si è risentito fino ai Territori del Nord-ovest, nel profondo nord canadese, con punte di ben +36.6°C archiviate a Fort Simpson, che per l’occasione eguaglia il record assoluto di caldo del 25 Luglio 1995. Ma sono notevolissimi sono anche i +32°C di massima registrati nella Whistler Mountain, a ben 1650 metri di quota. Caldo desisti nato a resistere anche nei prossimi giorni, specie fra gli stati della British Columbia, Alberta e il settore più occidentale dei Territori del Nord-ovest, con temperature ben oltre le medie stagionali, anche di +10°C +12°C.