Medicina: arrivano i batteri-esca per “pescare” i virus sconosciuti

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ricerca medicaAndare a pesca di virus usando batteri come esca per catturarli: e’ una nuova tecnica messa a punto da un gruppo di ricerca dell’Universita’ dell’Arizona che ha permesso per la prima volta di riconoscere i tanti virus che vivono ‘liberi’ nell’ambiente. La prima battuta di pesca, realizzata nell’Oceano Pacifico e descritta su Nature, ha gia’ trasformato le conoscenze sui ‘filoni’ di virus esistenti e catturato il genoma di circa 10 milioni di essi, molti dei quali finora sconosciuti. I virus rivestono un ruolo fondamentale per tutte le forme di vita eppure dare la caccia a questi microrganismi e’ sempre stato un lavoro molto complesso, sono migliaia di volte piu’ piccoli delle cellule, e solo una piccolissima parte di loro riesce ad essere ‘coltivata’ in laboratorio. Utilizzando dei batteri come esca, i ricercatori hanno ora trovato un nuovo modo per ‘ingabbiare’ i virus che li infettano. Una vera e’ propria pesca che ha permesso di svelare un mondo finora invisibile. “Abbiamo trovato – ha spiegato Matthew Sullivan, responsabile del progetto – almeno 17 tipologie distinte di virus in un singolo campione di acqua del Pacifico, tra cui molti finora sconosciuti, e tutti associati con una singola ‘esca’ usata nell’esperimento”. Il batterio-esca attrae infatti i virus che li attaccano e una volta ritirato ‘l’amo’ e’ possibile individuare i virus catturati analizzando il Dna del batterio scoprendo cosi’ la presenza di nuovi ‘ospiti’. “Per la prima volta – ha proseguito Sullivan – possiamo contare le tipologie di virus esistenti e rispondere a domande come, ‘quali virus sono piu’ abbondanti in un ambiente piuttosto che in un altro?’ Inoltre, i dati di genetici ci danno modo di capire quello che un virus potrebbe fare al suo ospite batterico”.