Nel cuore dell’Himalaya nasce la Porta Maraini ispirata al grande Fosco

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Himalaya: Fosco ispira missione italiana,nasce 'Porta Maraini' - Mappa finale esplorazione.E’ stata battezzata ‘Porta Maraini’. Dal nome del grande Fosco, orientalista ed alpinista, oltre che scrittore e poeta, padre di Dacia. Porta Maraini – ‘Fosco-a La’ in tibetano – si trova a 5520 metri, nel cuore estremo Himalaya orientale, ai piedi di due tra le montagne piu’ sacre del pantheon tibetano, il Pandim (6691 metri) e il Kanchenzonga (8586 metri). Un prestigioso nome italiano campeggia quindi, da qualche settimana, in una zona remota del Sikkim Settentrionale a testimonianza del legame culturale fra i due mondi. ‘Fosco-a La’ e’ un passo – uno stretto intaglio che lo fa sembrare una vera e propria ‘porta’ – che collega il Ghiacciaio Talung e il Ghiacciaio Tonghsiong. La neonata Porta e’ stata raggiunta e documentata per la prima volta da una spedizione esplorativa del Club Alpino Italiano (Sezione di Vicenza e di Rieti), guidata da Alberto Peruffo, ideata in collaborazione con l’esploratore indiano Anindya Mukherjee, tra i maggiori conoscitori dell’Himalaya indiano. Il materiale fotografico e’ stato realizzato dal reatino Enrico Ferri, componente della missione durata circa un mese e mezzo e conclusasi a fine maggio scorso. “Simbolicamente – spiega Peruffo, ‘papa” della Porta – la Porta Maraini mette in comunicazione l’Occidente con l’Oriente, il Goecha-La con lo Zemu-Gap, le genti che arrivano da Occidente per raggiungere il misterioso Oriente. La Porta e’ preceduta da un grande plateau di neve sulla sponda orientale del Tonghsiong Glacier, difesa da un curioso ed invisibile anfiteatro generato da un collasso glaciale. Sotto la Porta, a picco di circa 800 metri, si erge solitario il rifugio eremo dedicato a Guru Rinpoche, il veneratissimo fondatore del Buddismo tantrico e Tibetano e al quale si addebita il nome della montagna sacra Kanchenzonga, i Cinque Tesori della Grande neve, fatto narrato nel libro di Fosco Maraini ‘Dreen-Giong, fonte primaria e ispiratrice della nostra spedizione”. Il richiamo di Fosco Maraini alla missione del Cai non e’ quindi casuale. Maraini – sottolinea ancora Peruffo – “ha ispirato ponti tra le culture. Alpinista e fotografo al seguito della sesta spedizione di Giuseppe Tucci in Tibet, visito’ il Sikkim nel 1937 raggiungendo il Ghiacciaio Zemu, transitando per il fondo valle da dove parte il difficile percorso di avvicinamento alla parte piu’ inaccessibile del Kanchenzonga seguito dalla spedizione italiana: sei giorni di duro cammino nella foresta vergine, ai lati di un impressionante gola, che ha mantenuto inesplorate queste straordinarie valli himalayane, abitate ancora oggi dagli ultimi Lepcha, la popolazione originaria del Sikkim, antico regno tibetano”.