Nuova depressione tropicale in formazione sull’Atlantico: apporterà forti piogge sulle Piccole Antille, ma non dovrebbe evolversi in uragano

arthur-jul4-issDopo settimane di quiete l’Atlantico tropicale, in queste ultime ore, è riuscito a sfornare la seconda vera insidiosa tempesta tropicale del 2013, che ravviva una stagione alquanto piatta. La perturbazione tropicale, proveniente dall’Atlantico centrale nei prossimi giorni rappresenterà una minaccia per le Piccole Antille e gli atolli ubicati nel settore orientale del mar dei Caraibi. La piccola depressione tropicale si è sviluppata nelle ultime 24 ore, in seno ad una “tropical wave” (perturbazioni tropicali sprovviste di rotazione interna) ben sviluppata, con una attività convettiva discreta ma non particolarmente esplosiva, proveniente dall’Atlantico centrale.

vis0Questa “tropical wave” africana, venendo sospinta dall’intenso “African easterly jet”, la famosa “corrente a getto tropicale” che in questo periodo dell’anno domina sopra l’Atlantico tropicale, fino all’area caraibica e al Venezuela, Guyana e alta Amazzonia, è riuscita a mantenere una buona forma, avvicinandosi sempre più alle più calde acque superficiali dell’Atlantico tropicale occidentale, dove si raggiungono temperature di ben +27.5°C +28°C, più che sufficienti per favorire lo sviluppo di una intensa tropical storm o un uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Ora la tempesta tropicale, in fase di ulteriore approfondimento, continua a muoversi spedita in direzione delle Piccole Antille. Nei prossimi giorni la piccola depressione tropicale dovrà fare i conti, poco più a nord, con un flusso di masse d’aria decisamente più secche e piene di polvere desertica espulsa dai deserti del Sahara occidentale, tramite una sostenuta ventilazione dai quadranti orientali, che dalle coste dell’Africa occidentale e dalle isole di Capo Verde si spinge verso l’Atlantico tropicale, rinvigorendo il ramo principale dell’Aliseo di NE  sull’Atlantico settentrionale.

Rsamavn188L’afflusso di aria molto secca, sopra l’Atlantico tropicale, viene evidenziato dalle immagini del vapore acqueo, che confermano la presenza di aria piuttosto secca, di diretta estrazione desertica, nel tratto di oceano a nord della perturbazione. Non è un caso se lungo il bordo settentrionale della circolazione depressionaria tropicale non vi è traccia di temporali o di nubi convettive, che rimangono ben consolidate solo lungo il nucleo centrale della tropical depression. Ma nonostante queste iniezioni di aria secca, provenienti direttamente dalla regione sahariana, dove sono attivi i venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sopra il Sahara), non dovrebbe subire deformazioni significative, grazie anche all’apporto, lungo il suo margine meridionale ed orientale, di masse d’aria molto più umide e calde, in arrivo dalle latitudini sub-equatoriali dell’Atlantico occidentale, e dalle elevate temperature delle acque superficiali dell’Atlantico tropicale, fra i +27.5°C +28°C, che manterranno attiva una moderata attività convettiva attorno il nucleo centrale della modesta depressione tropicale, favorendo la formazione di grosse “Celle temporalesche” e “Clusters” maggiormente sviluppati a largo delle Piccole Antille. Nel corso della giornata odierna la circolazione depressionaria tropicale transiterà su un’areale con “Wind Shear” debole o moderato che non dovrebbe creare grossi ostacoli all’attività temporalesca.

AFRICA-CONVEC-1Entro la serata di domani la tropical storm si avvicinerà sensibilmente alle Piccole Antille, cominciando ad interessare da vicino le isole di Barbados, St. Vincent e St. Grenadines, St. Lucia, Martinica e Dominica, che verranno raggiunte dal bordo occidentale della tempesta tropicale, dove si potranno celare dei nuclei temporaleschi o dei “Clusters” piuttosto attivi, in grado di arrecare forti rovesci di pioggia e temporali intensi, accompagnati da forti raffiche di vento e da un rinforzo del moto ondoso a ridosso delle coste atlantiche delle suddette isole. Ma difficilmente il sistema tropicale riuscirà a trasformarsi in una tempesta tropicale o in un vero uragano, visto la presenza di un “Wind Shear” moderato in quota all’altezza del mar dei Caraibi. Il vero ostacolo sarà rappresentato proprio dall’Aliseo di NE, che proprio in questo periodo dell’anno entra dall’Atlantico tropicale verso il mar dei Caraibi, dove i venti orientali subiscono una naturale ulteriore intensificazione, nei medi e bassi strati, inibendo l’attività convettiva, e impedendo il consolidamento della circolazione depressionaria negli strati più bassi. Per questo, al momento, le probabilità di un suo sviluppo in tropical storm, o uragano, lungo il settore caraibico, rimangono molto basse.