L’estate è in crisi sull’Italia, con freddo e maltempo accompagnati da forti venti e mareggiate: spiagge off-limits per turisti e bagnanti, clima decisamente autunnale e anomalo per il periodo con nevicate eccezionali sui rilievi appenninici, grandine in pianura e trombe d’aria sui litorali. In questo scenario di una metà luglio assolutamente irriconoscibile rispetto ai suoi standard storici, c’è la gioia e la soddisfazione di chi – mentre tutti sono dispiaciuti e infastiditi da queste condizioni meteorologiche certamente bizzarre – non sopporta il caldo e la monotonia del sole e invece apprezza i fenomeni meteorologici estremi, soprattutto se fuori stagione, evitando così la noia di un intero lunghissimo trimestre di cielo sempre azzurro e clima sempre uguale, oltre al soffocante fastidio delle temperature elevate.
Sono gli appassionati di meteorologia, sicuramente una grande minoranza della popolazione che invece preferisce il clima mite, ma una minoranza amante di ambiente e natura, con tutti i suoi fenomeni affascinanti e a volte mozzafiato.
Ed ecco che in questi giorni di crisi estiva dal clima autunnale c’è già chi pensa al prossimo inverno e al prossimo Natale. Come possiamo osservare nella mappa a corredo dell’articolo, una “pazza” proiezione per il 25 dicembre 2014 indica la possibilità che il centro/sud venga colpito da un violento ciclone freddo, con eccezionali nevicate fino a bassa quota.
Una proiezione che, è bene precisarlo subito, non ha alcun tipo di affidabilità: la scienza meteorologica ci consente di poter effettuare una linea di tendenza fino ad un massimo di 13-14 giorni nelle situazioni ottimali, mentre le previsioni dettagliate nel tempo e nello spazio sono fattibili fino ad un massimo di 8-9 giorni e comunque da confermare solo pochi giorni prima. Questa è la scienza.
C’è poi la suggestione. La suggestione di chi dell’estate non ne può già più, anche se quest’anno non è stata particolarmente calda e, anzi, al nord, praticamente non è quasi mai neanche iniziata.
Di chi viene percorso da un brivido di piacere al solo pensiero che siamo già arrivati a metà stagione senza neanche accorgercene, e che tra un mese e mezzo inizierà l’autunno meteorologico (1° settembre) e si potrà iniziare davvero a pensare all’inverno che sarà. Perché è d’inverno, con quell’aria “frizzantina”, quel vento sostenuto che agita il mare in modo molto più veemente rispetto al maestrale di queste ore, e quel soave candore bianco portato dalla neve, che si esalta lo spirito dell’appassionato di meteorologia.
