Psicologia: ecco la ricetta perfetta per farsi perdonare

maniI gesti sono cruciali per chiedere scusa in modo efficace. E lo è anche ammettere chiaramente le proprie colpe e offrire una sorta di ‘risarcimento’ alla propria vittima. Almeno secondo un team di ricercatori dell’University of Miami, che ha condotto uno studio per spiegare i processi psicologici che rendono possibile il perdono. I risultati, descritti su ‘Pnas’, mostrano che gli sforzi di pacificazione, quali scuse, offerte di indennizzo e assunzione di responsabilità, sono elementi chiave per favorire il perdono e ridurre la rabbia, inducendo la vittima a sentirsi più disposta a mettere una pietra sul passato e meno preoccupata di farsi male nuovamente. “Tutte le cose che le persone sentono di dover fare quando hanno danneggiato qualcuno a cui tengono davvero, sembrano efficaci nell’aiutare le vittime a perdonare e a superare la rabbia”, dice Michael McCullough, professore di psicologia presso l’Università di Miami e ricercatore principale dello studio. “La gente spesso pensa che l’evoluzione abbia selezionato persone violente ed egoiste, ma gli esseri umani hanno bisogno di partner e relazioni, quindi la selezione naturale probabilmente ci ha dato gli strumenti per aiutarci a ricostruire i rapporti importanti, danneggiati da un dissidio”. Basta usarli. Per lo studio, 356 giovani uomini e donne hanno compilato una serie di questionari e un’intervista di 8 minuti sul torto che avevano subito e sui propri sentimenti nei confronti della persona che li aveva danneggiati. I partecipanti hanno anche trascorso quattro minuti nel preparare un breve discorso sulla vicenda, registrandolo poi con una videocamera, come se fossero di fronte al ‘colpevole’. Infine, hanno completato un sondaggio online per misurare il grado di perdono nel tempo. I risultati mostrano che più gesti distensivi sono stati rivolti alla vittima, maggiore è l’impulso di quest’ultima a perdonare il colpevole con il passare del tempo. Dallo studio emerge, infine, che gli esseri umani hanno una psicologia per la risoluzione dei conflitti che è molto simile a quella di altri animali che vivono in gruppo, sintetizza McCullough. Anche loro usano gesti conciliatori per disinnescare scontri e inimicizie.