La classica visita di routine che si fa dal ginecologo – ‘esame pelvico’ o piu’ semplicemente visita ginecologica – per l’osservazione esterna ed interna dell’apparato genitale, si puo’ forse evitare: infatti potrebbe essere non sempre utile e necessaria, non sempre efficace nella diagnosi di eventuali malattie e potrebbe anche portare a false diagnosi e quindi a terapie inutili. Lo dice uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine che secondo i medici dell’American College of Physicians (ACP) dovrebbe condurre a nuove linee guida per la visita ginecologica per donne non incinte e senza sintomi particolari: in questi casi, insomma, la visita di routine si puo’ evitare. Condotto da Amir Qaseem della ACP, il lavoro e’ un’analisi di 52 studi precedentemente pubblicati e mostra che non vi e’ alcuna prova che l’esame pelvico aiuti a scovare eventuali malattie gravi come il cancro alle ovaie, all’utero o infezioni vaginali in fase precoce. I ginecologi americani raccomandano alle donne sane over-21 di eseguirla una volta anno. Ma stando a questo Studio dell’American College of Physicians tutto cio’ potrebbe essere superfluo. Secondo la revisione ACP questa visita di routine e’ non necessaria perche’ comunque non consente di scorgere in fase precoce eventuali malattie. Puo’ inoltre portare a diagnosi sbagliate di malattie che non ci sono e quindi a prescrivere altri esami inutili, costosi e magari ancor piu’ fastidiosi. La visita ginecologica si va dunque a sommare a esami femminili quali la mammografia e il pap test che vari studi hanno dimostrato essere superflui quando ripetuti troppo di frequente con la classica cadenza annuale.
Salute: la sola visita ginecologica non sempre aiuta la diagnosi precoce


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