Salute: terapie anticoagulanti, rischi dimezzati con lo screening dei geni

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CUORE emozioni I pazienti con patologie cardiovascolari, come ad esempio la fibrillazione atriale, come prevenzione devono seguire per diverso tempo una terapia anticoagulante orale per sciogliere eventuali coaguli e trombi. Ora una ricerca ha dimostrato che le complicanze di questa terapia possono essere ridotte del 50 per cento grazie a uno screening genetico, che permetterebbe di sapere in anticipo come ‘tarare’ le cure a misura di paziente. Lo Studio e’ stato condotto dall’Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova in collaborazione con l’Universita’ Statale di Milano, ed e’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Thrombosis and Haemostasis. I ricercatori hanno raccolto informazioni genetiche su oltre 2.800 pazienti sottoposti a terapia anticoagulante orale con i farmaci antagonisti della vitamina K. Attraverso una particolare analisi statistica, chiamata meta-analisi, hanno dimostrato che la presenza di particolari variazioni di geni coinvolti nel metabolismo della vitamina K, riconoscibili appunto con lo screening, permette di ridurre del 50 per cento il rischio di complicanze emorragiche gravi nei pazienti durante la fase iniziale della terapia anticoagulante orale. Trovare queste variazioni con lo screening, insomma, permette di sapere in anticipo come il paziente rispondera’ alla terapia, e a quali rischi potrebbe andare incontro, calibrando cosi’ i farmaci di conseguenza.