Scoperti i resti fossili di uno dei più antichi predatori marini

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predatoreScoperti i resti fossili del cervello di uno dei più antichi predatori, un piccolo ‘mostro’ marino vissuto 520 milioni di anni fa, quando la vita popolava solo gli oceani. La sorpresa, svelata su Nature da un gruppo di ricerca congiunto dell’Università dell’Arizona e di Yunnan in Cina, è che la struttura di questo sistema nervoso primitivo era più ‘arretrata’ di quello delle sue prede e risulta molto simile a quello di alcuni enigmatici vermi che vivono nelle foreste tropicali. Il fossile scoperto nel 2013 in Cina è di una specie finora sconosciuta appartenente al genere Anomalocaris, dei bizzarri animali vissuti nel periodo Cambriano e caratterizzati da due appendici mobili, uniche all’interno del mondo animale, presenti all’altezza della bocca. Analizzando i resti fossili di questo piccolo Anomalocaris, lungo pochi centimetri e ribattezzato Lyrarapax unguispinus, i ricercatori hanno individuato al suo interno il sistema nervoso perfettamente conservato. “Abbiamo così scoperto – ha spiegato Nicholas Strausfeld, uno dei responsabili dello studio – che il maggiore predatore del Cambriano aveva un cervello molto meno complesso di quello di alcune delle sue prede”. La scoperta potrebbe confermare che il ‘mostruoso’ Anomalocaris potesse in realtà non essere stato il temibile predatore ipotizzato a lungo, bensì uno ‘spazzino’ capace di filtrare microrganismi attraverso le strane appendici. Dal fossile sono inoltre emerse grandi somiglianza tra il sistema nervoso di questa creatura del Cambriano e gli onicofori, dei particolarissimi vermi dotati di decine di ‘zampette’ che vivono nelle foreste tropicali e molto diversi da tutti gli altri ‘vermi’. La scoperta del fossile risolverebbe così molti degli enigmi legati agli Anomalocaris, alcuni dei primi predatori che popolarono il pianeta, e individuano gli onicofori come loro possibili eredi moderni.