Spettacolare “onda tropicale” in sviluppo sull’Atlantico centrale, ecco come potrebbe evolvere in una tempesta tropicale

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jul27-modisSi fa sempre più movimentata la situazione sull’Atlantico tropicale. Nel corso dell’ultimo fine settimana l’ulteriore spinta verso nord dell’ITCZ, poco a nord della linea dell’equatore geografico, sull’Atlantico centrale, sta favorendo lo sviluppo di nuove interessanti “tropical waves”, che dalle coste occidentali africane tendono a spingersi verso l’Atlantico tropicale e l’area caraibica. In queste ore una interessante “tropical wave”, proveniente dalle coste della Guinea, si sta sempre più organizzando in mezzo all’Atlantico equatoriale, nell’area compresa fra gli 11° di latitudine nord e i 31° di longitudine ovest, a circa 500 km a sud-ovest di Capo Verde. Questa “tropical wave”, caratterizzata da una spiccata attività convettiva attorno il nucleo centrale, ben alimentata dalla presenza nei bassi strati di una linea di convergenza venti, fra il ramo più settentrionale dell’Aliseo di SE che sfonda a nord dell’equatore e i venti da E-NE e NE legati all’Aliseo di NE, che da Capo Verde si spinge fino alle latitudini sub-equatoriali dell’Atlantico, ha tutte le potenzialità per poter degenerare in una depressione tropicale o addirittura tempesta tropicale entro il fine settimana, muovendosi in direzione delle Piccole Antille.

Rsamavn188Osservando in modo attento le ultime moviole satellitari si nota come lo sviluppo di questa “onda tropicale”, che presenta delle buone potenzialità di base visto l’intensa convenzione sprigionata dalla linea di convergenza degli Alisei nel cuore dell’Atlantico centrale, sia rallentato dalla presenza di un “Wind Shear” moderato, in quota, che sta anche inibendo lo sviluppo di “Clusters temporaleschi” di grandi dimensioni. Ma prima di potersi evolvere in tropical depression, il sistema tropicale nei prossimi giorni dovrà affrontare una serie di insidie, fra cui le sempre costanti infiltrazioni di aria molto secca in quota provenienti dal Sahara occidentale, e sospinte dall’Aliseo di NE lungo l’ampio tratto di oceano a nord della stessa “tropical wave”, oltre che al moderato “Shear” del vento in quota, che contribuirà a rallentare lo sviluppo dell’intera struttura, che fino ad ora è sprovvista di una rotazione significativa nei medi e bassi strati. Ma stando a quanto prefigurato dai modelli matematici, la “tropical wave” continuerà a viaggiare verso ovest, lungo tutto l’Atlantico sub-equatoriali, spostandosi su acque superficiali sempre più calde, intorno i +27°C +28°Cambiente umido ideale allo scoppio della convenzione, mantenendola ancora intatta al suo arrivo, venerdì, in prossimità degli arcipelaghi delle Piccole Antille.evoluzione rimane estremamente complessa.

arthur-jul4-issQuel che è certo è che se la perturbazione tropicale riuscirà, ancora intatta, a spingersi al di là dei 50° di longitudine ovest, su acque sempre più calde, attorno i +28°C, e sopra un’area caratterizzata da un debole “Wind Shear”, con una vivace convergenza degli Alisei nei bassi strati, buona per mantenere attiva l’attività convettiva. Da notare come la “tropical wave” si muoverà vicinissima il fronte dell’ITCZ, in un ambiente umidissimo e fortemente instabile, che di certo contribuirà a supportare l’intero sistema, rischiando di fargli assumere dimensioni considerevoli, anche se i “Clusters temporaleschi” collegati all’ITCZ potrebbero anche fondersi con l’attività convettiva della perturbazione tropicale, rallentandone lo sviluppo o interferendo in maniera significativa, al punto tale da impedire l’isolamento di una circolazione ciclonica ben definita nei bassi strati, degna di una depressione tropicale.