“Non vi e’ alcuna ragione fisica per sospettare che le variazioni di pressione agli ipocentri derivanti dalle attivita’ di produzione o iniezione del Campo di Cavone abbiano innescato la sequenza del maggio 2012”. Queste le conclusioni della relazione aggiornata sul monitoraggio del campo di estrazione e reiniezione Cavone, osservato speciale della Commissione Ichese, dopo il sisma del maggio 2012. “L’aggiornamento dello studio di giacimento ha consentito di analizzare approfonditamente e caratterizzare in maniera molto dettagliata l’assetto tettono-stratigrafico del sottosuolo- spiega la Regione con una nota tecnica che riassume la relazione- oltre alle caratteristiche sismotettoniche e geodinamiche dell’area e di comprendere la dinamica dei fluidi e l’andamento degli stress all’interno del giacimento ed in un’area piu’ ampia”, escludendo interazioni tra l’attivita’ antropica e il terremoto. I dati aggiornati sono stati pubblicati oggi e si riferiscono alla seconda parte dell’attivita’ di sperimentazione prevista dall’accordo tra ministero dello Sviluppo economico, Regione Emilia-Romagna e societa’ Padania Energia Spa, mentre “le considerazioni conclusive- fanno sapere dalla Regione- nell’ottica di un percorso di trasparenza e rigore scientifico, saranno esplicitate al termine di tutte le attivita'”. Viale Aldo Moro sottolinea anche come “l’attivita’ di aggiornamento dello studio di giacimento e’ stata sviluppata da sei docenti accademici statunitensi, ciascuno dei quali con competenze specifiche per lo svolgimento dello studio”, in una “collaborazione che ha consentito l’utilizzo dei piu’ avanzati strumenti di modellazione in grado di generare modelli integrati sia della parte fluidodinamica che della parte geomeccanica”.
Terremoti, Cavone: “Nessuna relazione con le estrazioni”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?