Terremoti: nella zona del lago Trasimeno l’ultima stazione di monitoraggio dell’Umbria

Sara’ installata nella zona del Trasimeno l’ultima stazione di monitoraggio dell’attivita’ sismica in Umbria, che andra’ cosi’ a chiudere la rete regionale di prevenzione sismica del territorio, composta attualmente da 16 postazioni disseminate nel territorio. Entro il prossimo 2015 inoltre tutti i centri storici umbri saranno dotati della propria micronazione sismica, per un’attivita’ che ha portato gia’ allo studio di oltre 1.000 centri abitati, con un impegno finanziario della Regione che supera i quattro milioni e mezzo di euro, come hanno spiegato stamani in una conferenza stampa l’assessore Stefano Vinti ed il direttore dell’Osservatorio sismico Andrea Bina, padre Martino Siciliani. Vinti e Siciliani – riferisce un comunicato – hanno illustrato la nuova convenzione valida il 2014, approvata dalla giunta regionale, “rinnovando e rafforzando l’impegno portato avanti con continuita’ dal 1995”, ha detto l’assessore. L’attivita’ dell’osservatorio Bina permettera’ al Servizio geologico e sismico regionale di definire con maggior dettaglio alcuni aspetti della pericolosita’ sismica in Umbria mediante diverse azioni di sismica attiva e ricerche specifiche. Sono previste anche attivita’ di collaborazione tecnica e scientifica con le amministrazioni comunali nel caso di eventi sismici percepiti dalla popolazione e l’esecuzione di tirocini formativi di studenti universitari o neolaureati nel campo della sismologia applicata. Nel 2013 con la rete sismica regionale sono stati registrati 942 eventi sismici superiori a magnitudo 1.0, mentre, nei primi tre mesi del 2014, sono stati registrati circa 2.300 eventi sismici superiori a magnitudo 1.0. Di recente e’ giunta a conclusione la microzonazione sismica di Umbertide a cui ha partecipato anche il personale dell’osservatorio Bina. “La Regione – ha concluso Vinti – per il periodo 2012-2016, ha impegnato oltre 30 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati che movimentano risorse complessive per oltre 65 milioni di euro. E’ chiaro quindi che tutte queste azioni, oltre a mettere doverosamente in sicurezza edifici importanti, sono anche un aiuto concreto all’economia ed alle imprese umbre”.