Ieri, 29 luglio, si è celebrata la Tiger Day 2014, la Giornata mondiale della tigre, fortemente a rischio d’estinzione. La popolazione di tigri selvatiche è diminuita del 97% negli ultimi 100 anni e potrebbe scomparire del tutto nel prossimo decennio. A minacciare questi stupendi esemplari è soprattutto il bracconaggio: la pelliccia e le ossa di tigre sono richieste in tutta l’Asia, insieme con avorio e corno di rinoceronte.
E’ il WWF a ricordare le statistiche del Network Traffic, la rete di monitoraggio del commercio della fauna selvatica, secondo le quali almeno 1590 tigri sono state interessate dai sequestri effettuati tra gennaio 2000 e aprile 2014, con una media terrificante di 2 animali uccisi a settimana. La Giornata mondiale della tigre è stata istituita nel 2010 durante il Summit sulla tigre di San Pietroburgo, in Russia, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e supportare la conservazione di quest’animale. La popolazione mondiale di tigri era stata allora stimata in un minimo di 3200 esemplari e tutti i paesi ancora interessati alla presenza dell’animale in natura si erano impegnati per l’obiettivo TX2, ossia a raddoppiare il numero di tigri selvatiche entro il 2022. I ruggiti, contrariamente alle aspettative, diventano sempre più labili e le tigri sono sempre più a rischio d’estinzione per via della distruzione dell’ habitat naturale che mette a rischio la loro sopravvivenza. Le foreste, infatti, sono rase al suolo dall’industria del legname, per la produzione dell’olio di palma e l’agricoltura integrata.
A ciò si aggiunge il fatto che non tutti i Paesi monitorano la preoccupante situazione, né forniscono dati ufficiali, nonostante l’intensificarsi del transito illecito di animali verso la Cina proprio nelle aree in cui questi animali vivono maggiormente. India, Nepal e Russia svolgono indagini periodiche e forniscono cifre puntuali, Bhutan, Bangladesh e Cina inizieranno a breve la rilevazione, mentre Malesia, Indonesia, Thailandia, Myanmar, Laos, Cambogia e Vietnam non forniscono al momento alcuna informazione. La tigre, con il suo ruggito possente ed il suo sguardo magnetico, ha da sempre affascinato l’ immaginario collettivo. In Oriente il suo elegante vello a bande gialle e nere è considerato simbolo di forza e in antichità era spesso usato come ornamento da reggenti e sovrani, o indossato dai guerrieri in battaglia. Oggi è quasi scomparsa, ma un tempo prosperava sugli altopiani del Tibet ed era temuta e rispettata dalla popolazione, che la riteneva un animale magico e dai grandi poteri curativi. Oltre ad essere elevata a simbolo di forza interiore e saggezza, essa è uno dei dodici segni del calendario tibetano.
La tigre è un mammifero della famiglia dei felidi, con un peso compreso tra i 120 e i 300 chilogrammi ed è il più grande dei “grandi felini” e l’unico felide moderno a raggiungere le dimensioni dei più grandi felidi preistorici. È un cosiddetto predatore alfa, ossia si colloca all’apice della catena alimentare, non avendo predatori in natura, a parte l’uomo. Oltre che dalle dimensioni notevoli, è caratterizzata dalla particolare colorazione del mantello striato che serve a “spezzare” otticamente la figura dell’animale; mentre il disegno del mantello varia leggermente da sottospecie a sottospecie. Vi sono tuttavia delle varianti al colore del mantello, la più comune tra queste è quella con strisce nere su sfondo bianco. Si tratta di un felino forte e molto agile, lungo sino ai 3 metri, con un’altezza di 1,70/1,80 metri ed il suo ruggito potentissimo è udibile sino a 3 km di distanza. Durante il giorno caccia, passeggia o lotta contro altri animali e, contrariamente ad altri felini, è attratta dall’acqua soprattutto nelle stagioni più calde, trovando sollievo, immergendosi nelle pozze.
Inizialmente i territori occupati dalle tigri comprendevano l’intera Asia, dalla Turchia fino alla costa orientale della Russia. Nel XX secolo sono man mano scomparse da tutta la parte centrale dell’Asia oltre che dalle isole di Giava e Bali. Gli habitat adatti alla tigre presentano delle caratteristiche essenziali: numerosi nascondigli, disponibilità di acqua e ricchezza di animale da cacciare. Per le femmine è particolarmente importante avere un territorio sicuro per crescere i piccoli e solitamente il territorio di un maschio è 3 o 4 volte più grande di quello di una femmina. Sono animali solitari che sopportano solo un breve passaggio di altri esemplari nel loro territorio, sebbene le femmine siano più tolleranti.


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