Vent’anni fa l’impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 su Giove

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Cometa Shoemaker-levy 9Vent’anni fa il mondo seguì col fiato sospeso l’impatto tra la cometa Shoemaker-Levy 9 e Giove, il gigante del nostro Sistema Solare. Tra il 16 e il 22 Luglio 1994, ben 21 frammenti del corpo celeste si scagliarono sul lato nascosto di Giove, in quello che fu definito l’evento del secolo. Radio, tv, giornali si occuparono della vicenda attraverso trasmissioni didattiche, divulgative e con immagini in tempo reale. Il 1994 fu l’anno degli astrofili: mai come in quel frangente i ragazzi si appassionavano all’astronomia. Ma non solo giovani; donne e anziani accorrevano negli osservatori privati per osservare il pianeta gassoso e nelle attività commerciali si registrò un boom di vendite di strumenti ottici. L’impatto avvenne, come detto, sul lato nascosto di Giove, ma i resti degli impatti rimasero ben visibili a lungo attraverso le strumentazioni terrestri e spaziali. la sonda Galileo della NASA ebbe un luogo in prima fila, nonostante fosse ad un anno e mezzo di distanza dal pianeta.

Credit: NASA
Credit: NASA

Non mancò l’occhio attento del telescopio spaziale Hubble della NASA, che con la sua Wide Field and Planetary Camera 2, osservò le cicatrici lasciate sull’emisfero meridionale. Su Giove vennero puntati anche i grandi radiotelescopi del Deep Space Network e di Arecibo, con il compito di osservare le emissioni radio dalla cintura di radiazioni del gigante gassoso, alla ricerca di disturbi causati dalla polvere cometaria. La sonda Voyager 2 della NASA, osservò l’impatto con il suo spettrometro nell’ultravioletto, unito ad uno strumento di radioastronomia planetaria. Infine, anche la sonda Ulisse ebbe il suo ruolo osservando le trasmissioni radio. Lo studio di quell’evento sollevò la consapevolezza circa il potenziale impatto di un asteroide sulla Terra e la necessità di prevenire tale ipotesi. Il programma apposito della NASA, studia oggi come rilevare, monitorare e caratterizzare gli asteroidi potenzialmente pericolosi e le comete che potrebbero intersecare l’orbita della Terra.