Voragine a Milano: ipotesi di reato di crollo colposo

voragine milano2La Procura di Milano ha aperto un’ inchiesta con l’ipotesi di reato di crollo colposo di costruzioni in relazione alle cause del cedimento, dopo le forti piogge, di un tratto del manto stradale di corso di Porta Romana, nel capoluogo lombardo, dove sabato 26 luglio si e’ creata una voragine profonda 12 metri. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato e dal pm Maura Ripamonti, e’ al momento a carico di ignoti e agli atti sono state acquisite le relazioni tecniche dei Vigili del Fuoco, del Comandante della Polizia Locale e del Comune di Milano. Nella relazione redatta dal Comune, da quanto si e’ saputo, viene ripercorsa la vicenda dei lavori in quell’area della societa’ ‘Santa Caterina srl’ che non avrebbe messo in sicurezza il cantiere, malgrado i provvedimenti dell’amministrazione. Il crollo, come aveva spiegato il Comune nei giorni scorsi, sarebbe stato causato da ”una paratia di legno, invece che in cemento armato, collocata nel terzo piano interrato dei box auto a 11 metri sotto terra”. Dai documenti agli atti dei pm emerge che gia’ il 7 agosto del 2013 l’amministrazione comunale aveva inibito l’utilizzo dei box per mancanza delle certificazioni anti-incendio. E sempre in quella data aveva reiterato un provvedimento gia’ emesso per ordinare la messa in sicurezza dell’area. Il 3 luglio scorso, cinque giorni prima del primo cedimento del manto stradale, la societa’ aveva comunicato che la messa in sicurezza era stata portata a termine. In realta’, i tecnici avrebbero riscontrato aperture non autorizzate lungo la muratura dei box, varchi tamponati in modo irregolare e almeno un varco aperto nel quale si sarebbero infiltrati acqua e fango. La Procura per indagare sulle eventuali responsabilita’ dell’azienda disporra’ una perizia tecnica.