Non si sono farmaci o vaccini registrati contro il virus Ebola, ma diverse opzioni terapeutiche sperimentali. E’ giusto, e sicuro, darle ai pazienti? Per rispondere a questa domanda l’Organizzazione mondiale della sanità ha convocato all’inizio della prossima settimana un panel di esperti in bioetica, con l’obiettivo di discutere dell’utilizzo di tali trattamenti sperimentali. Il caso dei due americani contagiati in Liberia e rimpatriati negli Usa dopo aver ricevuto una medicina sperimentata solo sulle scimmie, ha portato il problema sotto i riflettori, facendo crescere gli interrogativi sull’utilizzo di questi trattamenti mai testati sull’uomo, e dunque di non provata sicurezza, contro l’epidemia di Ebola in Africa occidentale, e, nel caso, su chi dovrebbe riceverli. “Siamo in una situazione inusuale – afferma Marie-Paule Kieny, vicedirettore generale dell’Oms – in quest’epidemia. Ci troviamo a fronteggiare una malattia con un’elevata percentuale di mortalità senza alcun farmaco o vaccino approvato. Abbiamo bisogno di chiedere a esperti di bioetica di darci un orientamento su cioè che è responsabile fare”.
Allarme Ebola: l’OMS valuterà l’uso di farmaci sperimentali in Africa


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