Allarme ebola, Obama: “un virus da prendere molto seriamente”

“Il virus Ebola e’ qualcosa da prendere molto seriamente”: lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama. “Non si tratta di una malattia facilmente trasmissibile – ha spiegato Obama parlando in diretta Tv dalla Casa Bianca – ma bisogna identificare, mettere in quarantena e isolare chi puo’ trasmetterla. E agire – ha aggiunto – in modo organizzato”.
I due cittadini statunitensi che hanno contratto il virus dell’ebola in Liberia starebbero per tornare negli Stati Uniti (forse già nel fine settimana) per ricevere un trattamento in una delle unità speciali presenti nel Paese. Il dipartimento di Stato non ha fornito i nomi dei due medici missionari e nemmeno la struttura che potrebbe ospitarli, rendendo noto solo che le autorità stanno facilitando il loro trasferimento su un volo non commerciale e che saranno tenuti “in stretto isolamento”. Secondo la Cnn, si tratta del dottor Kent Brantly e della missionaria Nancy Writebol: entrambi sarebbero in condizioni molto gravi. A ospitare almeno uno dei due malati dovrebbe essere l’Emory University Hospital di Atlanta, dove si trova una delle quattro unità equipaggiate per trattare in isolamento i pazienti che hanno contratto virus come l’ebola. L’università ha spiegato di “essere preparata per affrontare questo tipo di situazioni”, secondo quanto riportato dagli organi d’informazione statunitensi. Sui social network, però, molti residenti di Atlanta hanno espresso la propria preoccupazione per l’arrivo del malato. Secondo quanto riportato dalla Cnn, Brantly, 33 anni, padre di due bambini, avrebbe rifiutato l’unica dose di un farmaco sperimentale contro la malattia in favore di Writebol (59 anni). Intanto, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Margaret Chan, ha dichiarato che il virus avanza in Africa Occidentale “più velocemente” rispetto alle risorse mobilitate per riuscire ad arginarne la diffusione. Chan ha elogiato gli sforzi “straordinari” dei Paesi colpiti dall’epidemia ma ha ammesso che le necessità sorpassano le loro capacità di lotta: “Nonostante la mancanza di un vaccino o di una terapia curativa le epidemie di Ebola possono certamente essere contenute”, anche se l’attuale è la più grave nei quarant’anni di storia della malattia con 1.213 casi accertati, di cui 729 mortali.