Siamo ormai giunti alla vigilia di un corposo peggioramento che potrebbe sancire, già ad inizio Settembre, la definitiva rottura della stagione estiva, con l’arrivo della prima consistente ondata di maltempo per le regioni del centro-sud, incluso l’estremo sud e buona parte della Sicilia. Come ampiamente previsto nei giorni scorsi, a partire dalla giornata di domani il flusso perturbato principale che scorre sopra l’Europa centrale comincerà pesantemente ad ondularsi, a seguito di un rialzo dei valori di geopotenziale sull’area atlantica, che imprimerà una certa spinta meridiana dell’alta pressione delle Azzorre, in direzione delle coste meridionali groenlandesi, con massimi barici di oltre i 1020 hpa in una larga fascia dell’Atlantico settentrionale. Al contempo l’inasprimento del “gradiente di geopotenziale” e del “gradiente termico orizzontale” sul nord Atlantico, causato da questo aumento del geopotenziale sul medio-alto Atlantico, provocherà una notevole accelerazione del ramo principale del “getto polare” che scorrendo lungo il bordo più settentrionale della struttura anticiclonica oceanica, dopo averla aggirata, con un intenso “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”), si fionderà sopra le Isole Britanniche e la Francia, con un ampio ramo meridianizzato che raggiungerà velocità notevolissime alla quota isobarica dei 250 hpa (parliamo di punte sopra i 240-250 km/h).
L’affondo di questo “Jet Streak” con massimi di velocità sui cieli dell’Inghilterra e della Francia, in alta quota, andrà ad alimentare lo sviluppo di una profonda saccatura, riempita da aria piuttosto fredda in quota, sub-polare marittima, in grado di destabilizzare l’intera colonna d’aria durante l’ingresso sul bacino centrale del mar Mediterraneo. Proprio grazie all’alimentazione diretta di questo ramo discendente del “getto polare” presente al traverso dell’Inghilterra e della Francia, che oltre ad allungarla verso le latitudini mediterranee la riempirà di aria piuttosto fredda in quota, la saccatura sopra descritta nel corso della giornata di lunedì dovrebbe riuscire a penetrare sul bacino centrale del Mediterraneo, interessando direttamente le nostre regioni che vedrebbero un aumento della nuvolosità e l’acuirsi dell’instabilità per l’inasprimento del “gradiente termico verticale” e la presenza di un consistente “forcing” dinamico, indotto dalla rotazione ciclonica della stessa. L’affondo dell’onda ciclonica, guidato dalla meridianizzazione del “getto polare”, avrà come primo effetto quello di schiacciare verso l’entroterra desertico libico il modesto anticiclone sub-tropicale che in questi giorni si è affacciato sul Mediterraneo.
Ma nel frattempo, più ad ovest, la traslazione verso levante dell’anticiclone oceanico accelererà il processo di “CUT-OFF” della saccatura nel suo bordo più meridionale. Quest’ultima, entrando in fase di “Stretching”, agevolerà l’incubazione di un minimo depressionario, con annessa goccia fredda in quota, con isoterme, sui -23°C a 500 hpa che nel pomeriggio di lunedì 1 Settembre si isolerà a ridosso dell’Italia centrale. Aria piuttosto fredda nella libera atmosfera, sufficientemente fredda da innescare intense turbolenze nei medi e bassi strati, favorendo lo sviluppo di nubi cumuliformi piuttosto imponenti che daranno la stura a rovesci e forti temporali che coinvolgeranno a macchia di leopardo gran parte delle nostre regioni, dapprima quelle del centro-nord. Mentre nel pomeriggio di lunedì il maltempo si estenderà anche al meridione, con precipitazioni sparse, a prevalente sfogo temporalesco, in dirittura di arrivo sulle regioni meridionali e sulla Sicilia settentrionale. Ma oltre al maltempo, alle piogge e ai temporali, l’affondo del “CUT-OFF” sui mari che circondano la nostra penisola produrrà un significativo rinforzo della ventilazione settentrionale sui mari che circondano l’Italia, per l’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra Mediterraneo centrale ed Europa centro-occidentale. L’inspessimento delle isobare, acuito da un ulteriore spinta zonale dell’alta pressione delle Azzorre in direzione della Polonia e del Baltico, determinerà un rinforzo dei venti da NO sul mar e Canale di Sicilia e sul basso Tirreno.
Ma l’ulteriore espansione del promontorio anticiclonico oceanico fino alla Finlandia, le Repubbliche Baltiche e l’ovest della Russia europea, rischierà di comprimere ulteriormente il già fitto “gradiente barico orizzontale” fra Europa centro-settentrionale e bacino centrale del Mediterraneo. Difatti l’isolamento del “CUT-OFF” sul lato meridionale del cuneo dell’anticiclone delle Azzorre esteso fino al Baltico e all’ovest della Russia europea, favorirà le condizioni sinottiche adatte per l’attivazione di forti venti dai quadranti settentrionali che spazzeranno gran parte dell’Italia, ed in modo particolare l’Adriatico centro-settentrionale e il Tirreno centro-meridionale. Sarà proprio questa spinta anticiclonica verso levante a spalancare le porte dei freddi venti di maestrale, tramontana e bora che da domani, ed in modo particolare lunedì 1 Settembre, spazzeranno buona parte del nostro territorio nazionale, arrivando a lambire la soglia d’attenzione, con locali e temporanei rinforzi fino a forza 7 Beaufort fra Adriatico centro-settentrionale e Tirreno centro-meridionale. I venti settentrionali cominceranno a rinforzare sensibilmente a partire dal tardo pomeriggio e dalla serata di domani, lunedì 1 Settembre, non appena il giovane “CUT-OFF”, appena isolatosi sulle regioni centrali italiane, slitterà verso il basso Adriatico, mentre al contempo l’anticiclone delle Azzorre spingerà le proprie propaggini più orientali fin verso la Russia.
Questa importante manovra barica, piuttosto inconsueta per il periodo, produrrà un sensibile rinforzo dei venti da NNE e da Nord sull’alto Adriatico, con l’inserimento di raffiche di bora molto forti lungo il l’Istria e le coste della Dalmazia settentrionale, in discesa dai valichi naturali delle Alpi Dinariche. Il “CUT-OFF” italico, difatti, con tale assetto sarà capace di aspirare masse d’aria piuttosto miti temperate continentalizzate, che dal sud dell’Ucraina e dalla Romania si spingeranno verso i rilievi dell’altopiano del Carso e le Alpi orientali. Dopo aver aggirato le Alpi Dinariche la ventilazione orientale che si attiverà sul bordo meridionale del promontorio anticiclonico oceanico, disteso verso la Russia, s’incanalerà lungo i bassi valichi dei monti del Carso e delle Alpi Dinariche, per traboccare con furiosi deflussi (raffiche di caduta molto turbolenti) verso le coste adriatiche, il breve tratto costiero sloveno e le coste dalmate. Gli effetti della bora, a causa del fitto “gradiente barico orizzontale” disteso fra alto Adriatico e Alpi Dinariche, nella serata di domani si avvertirà distintamente fin sulle coste di Marche, Abruzzo e Molise, dove giungeranno raffiche da Nord N-NE, fino a 60 km/h, ma con picchi localmente superiori nei punti meglio esposti di Marche e Molise. Questi sostenuti, a tratti intensi, venti da N-NE e Nord, già dalla nottata fra lunedì e martedì, scavalcando molto rapidamente l’Appennino si verseranno sulle coste del Lazio e della Campania, sotto forma di tese raffiche di grecale e tramontana che si propagheranno molto rapidamente al medio-basso Tirreno, tramutandosi in sostenuti, a tratti anche intensi, venti da NO che nella nottata fra lunedì e martedì si spingeranno in direzione della Sicilia e del mar Ionio, con raffiche che potranno lambire la soglia dei 50-60 km/h nei tratti costieri maggiormente esposti.
Questi sostenuti venti dai quadranti settentrionali produrranno anche un significativo incremento del moto ondoso su tutti i bacini, che da mossi tenderanno a divenire molto mossi dal pomeriggio di lunedì. Addirittura, nel corso della notte fra lunedì e martedì, alcuni mari, come l’Adriatico centrale e il basso Tirreno, potranno divenire localmente agitati a largo, con lo sviluppo di onde di “mare vivo” alte fino a 2.5 – 3.0 metri sul basso Tirreno, e di oltre i 2.0 metri sull’Adriatico centrale. Le onde che si formeranno sul basso Tirreno, nel corso della mattinata di martedì 2 Settembre, andranno a rompersi lungo le coste della Sicilia settentrionale e della bassa Calabria tirrenica, producendo su queste deboli mareggiate e risacche piuttosto intense. L’intenso moto ondoso potrà produrre danni e disagi sui litorali del palermitano, messinese e reggino tirrenico, particolarmente vulnerabili al fenomeno dell’erosione costiera. Ma risacchepiuttosto significative, per onde piuttosto formate dal primo quadrante, investiranno le coste di Marche, Abruzzo e Molise, dal pesarese fino a Termoli e le coste settentrionali del Gargano. Vento e moto ondoso andranno gradualmente a scadere solo dal tardo pomeriggio di martedì, quando i venti da N-NO E NO scenderanno al di sotto della soglia d’attenzione. Solo lo Ionio presenterà un moto ondoso piuttosto accentuato a largo nella giornata di mercoledì, per l’insistenza dei sostenuti venti da NO.


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