E’ il momento dell’accertamento delle responsabilita’ per il disastro di Refrontolo. La Procura di Treviso, dopo aver aperto un fascicolo a carico di ignoti, vuol capire se quelle quattro vite spazzate via dall’onda maledetta si potevano salvare, e chi eventualmente non ha fatto abbastanza per prevenire la tragedia. Non vi sono ancora indagati ma la pm Laura Reale ha spiegato che le ipotesi su cui sta lavorando comprendono il disastro colposo e l’omicidio colposo plurimo. “Chiaro che saranno eseguiti dei rilievi sulla manutenzione del corso d’acqua – ha detto il magistrato – E’ venuta giu’ una frana di acqua e di fango anche perche’ il territorio ha una conformazione particolare. All’altezza di questo molinetto c’e’ una cascata che ha riversato questa valanga di acqua e fango”.
Tornando sull’ipotesi iniziale di un ‘tappo’ di materiali che avrebbe frenato il normale deflusso del Lierza, la pm ha aggiunto che “non si puo’ dire adesso se siano queste rotoballe ad aver causato il disastro. C’erano varie frane che hanno contribuito”. Oggi in visita nelle zone colpite e’ arrivato il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, che poi ha fatto il punto della situazione con il presidente del Veneto, Luca Zaia, e i sindaci. “La consapevolezza del problema c’e’. Il Governo conosce l’entita’ e la gravita del problema” ha detto Galletti. “Si sta intervenendo – ha spiegato – con gli strumenti oggi disponibili: semplificazioni da una parte, e maggiori risorse in prospettiva destinate piu’ alla prevenzione che all’emergenza dall’altra”. Non ha nascosto tuttavia che “almeno il 30% delle risorse che sarebbero disponibili per interventi in materia di dissesto del Paese, complessivamente oltre 2,3 miliardi di euro, sono bloccate dal dovere di rispettare il patto di stabilita'”. A Refrontolo intanto le aree interessate dal disastro sono state poste sotto sequestro.
I tecnici del Genio Civile eseguono rilievi, i Vigili del Fuoco procedono con il lavoro per il ripristino delle condizioni preesistenti, al fine di permettere ai consulenti dei magistrati un confronto tra il ‘prima’ e il ‘dopo’ l’onda di morte. Era un fenomeno prevedibile? Vi sono state misure di cautela che chi ha dato i permessi al tendone della ‘Festa degli Omini’ non ha fatto rispettare? E’ facile immaginare che nei prossimi giorni, oltre ai testimoni diretti, saranno sentiti gli amministratori pubblici che hanno dato i permessi. La festa finita in tragedia si svolgeva sotto una tensostruttura che la Pro Loco di Refrontolo aveva prestato agli organizzatori della sagra privata tutta al maschile. Sabato prossimo, invece, il tendone avrebbe ospitato la tradizionale Festa di agosto del ‘Molinetto della Croda’. In quel caso, con centinaia di persone, donne e bambini, la bomba d’acqua avrebbe fatto una strage. Intanto prosegue la conta dei danni. Non vi sono ancora cifre ufficiali, ma si parla di svariati milioni di euro solo per le conseguenze a strade e strutture pubbliche. La sola Provincia di Treviso per le strade ha fatto una stima di 2-3 milioni.
Poi ci sara’ il ‘conto’ delle aziende e delle abitazioni private. Oggi si e’ conclusa la rimozione di tutte le automobili, una quarantina, scaraventate nel letto del torrente o accatastate l’una sull’altra dall’onda di fango. Il Lierza, ad ogni modo, non era un torrente abbandonato o sul quale non si facesse manutenzione. Il letto del corso d’acqua, ha detto il sindaco Loredana Collodel, era stato sottoposto a manutenzione e pulito da ogni ostacolo alla fine del 2013. Ci si chiede quanta acqua sia caduta veramente sulla zona sabato sera. Tra i 60 e 80 millimetri per metro quadro, per una stima di 500mila metri cubi di pioggia in un’area ristretta. Un fenomeno violento, ma non ‘estremo’ hanno spiegato gli esperti del centro meteo regionale. E’ stato piuttosto quello che la cascata ha prodotto, gonfiandosi via via che scendeva a valle, a provocare la devastazione. Quanto e’ precipitata nell’alveo del Molinetto, causando una voragine di cinque metri, ha proiettato attorno materiale per un volume pari al carico di 10-15 Tir. Refrontolo e i paesi vicini si preparano intanto a dare l’addio alle 4 vittime. I funerali congiunti si terranno giovedi’ pomeriggio, nella chiesa di Pieve di Soligo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?