Alluvione Refrontolo: vigneti sotto accusa ma gli agricoltori tuonano, “è tutto falso”

vignetiC’e’ un tesoro liquido, rappresentato dai fiumi di prosecco consumati ogni giorno in tutto il mondo, che si staglia dietro alle polemiche innescate dalla tragedia che sabato notte a Refrontolo e’ costata la vita a quattro persone, travolte da una bomba d’acqua durante una sagra. E’ la tesi degli ambientalisti, che da mesi avevano dato l’allarme dopo alcuni episodi di smottamenti, l’ultimo tre mesi fa, avvenuti nell’area collinare del trevigiano. “Quello che e’ accaduto e’ successo in una zona per noi incontaminata” rassicura il governatore veneto Luca Zaia, per il quale “la vera sfida per l’Italia e’ una sorta di piano Marshall a tutela del dissesto”. A togliere ogni responsabilita’ ai filari dell’oro giallo e’ anche la Coldiretti: il vero pericolo in tema di dissesto e’ ”l’abbandono e l’incuria della crescente superficie forestale e non certo i vigneti che svolgono invece una funzione drenante”. Punta invece l’indice contro un business vinicolo in impennata, che nel 2013 ha prodotto un giro d’affari di quasi 220 milioni di euro secondo le stime Ismea, e’ l’eurodeputato Pd di Treviso e ambientalista Andrea Zanoni. La matrice del disastro di Refrontolo va individuata non solo nelle precipitazioni eccezionali di questa estate “ma anche e soprattutto nelle centinaia di ettari di bosco distrutti recentemente per far posto alle coltivazioni del prosecco – accusa mostrando le foto dello smottamento di una collina dove un bosco centenario e’ stato tagli per farvi una vigna – grazie anche ad una recente legge regionale che ne consente la facile trasformazione, quasi liberalizzando la distruzione dei boschi”. Il prosecco e’ oggi una realta’ enologica che rappresenta sulle tavole il 12% del totale dei vini dop, con una produzione certificata di oltre 1,8 milioni di ettolitri, in crescita del 27% su base annua e una analoga produzione imbottigliata aumentata di quasi il 25%. “Sappiamo bene che ci sono anche responsabilita’ umane che si celano dietro a queste grandi tragedie – sostiene la senatrice democratica Laura Puppato -. Il Veneto e’ la regione piu’ cementificata d’Italia una regione dove si e’ costruito ovunque senza tenere conto dello stato di salute del territorio. Chi in questi anni aveva il compito di tutelare il Veneto deve assumersi oggi le sue responsabilita’: cambiare rotta o avere dignita’ di farsi da parte”. La politica del Prosecco “ha tenuto le orecchie tappate di fronte al grido d’allarme del territorio” e’ la chiusa del parlamentare M5s Mattia Fantinati, secondo il quale “Stato e Regione si sono dimostrate incapaci nel gestire le emergenze idrogeologiche del territorio veneto e, nello specifico, dell’Alta Marca”.