Ambiente: Goletta Laghi rileva 12 bacini con valori batterici fuori legge

Dopo oltre un mese di viaggio si e’ conclusa la nona edizione della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente realizzata con il contributo del Coou- Consorzio obbligatorio oli usati e Novamont per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani. “E’ complessivamente negativo l’esito del monitoraggio scientifico svolto dai tecnici del laboratorio mobile in 12 laghi- rileva Legambiente- Iseo, Lario, Varese, Ceresio Maggiore e Garda in Lombardia, la sponda del Maggiore in Piemonte e quella del Garda in Veneto, Bolsena, Bracciano, Albano e Vico nel Lazio e Trasimeno e Piediluco in Umbria. Su 101 punti campionati complessivamente ben 62 hanno mostrato una concentrazione di batteri fecali superiori alla norma, 39 in misura tale da risultare fortemente inquinati”. Tra i piu’ critici “i bacini della Lombardia, con 38 punti su 58 oltre i limiti di legge”. Per far fronte alla situazione “urgono investimenti in infrastrutture fognarie e depurative”, per questo Legambiente ha presentato il dossier #salvaacque che raccoglie alcune delle opere piu’ urgenti per migliorare la qualita’ dei corpi idrici nella regione lombarda. Imputati principali delle situazioni di inquinamento “si confermano le foci dei corsi d’acqua- denuncia Legambiente- che raccolgono reflui nell’entroterra, oltre agli scarichi diretti a lago, in un quadro generale afflitto troppo spesso dall’inadeguatezza dei sistemi fognari e depurativi”. La carenza del sistema depurativo “riguarda ancora un’estesa area del nostro Paese- spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente- dato che coinvolge un quarto della popolazione. Le conseguenze, oltre al grave impatto sull’ambiente, sono anche economiche: rischiamo di dover pagare pesanti sanzioni per le procedure d’infrazione dovute al mancato rispetto delle direttive europee”. Lungo l’itinerario la Goletta di Legambiente ha acceso i riflettori su molti dei problemi che minacciano i bacini lacustri e le acque interne: dalla cementificazione delle coste, di cui sono un triste esempio molti laghi settentrionali come l’Iseo e il Garda, ai paventati progetti impattanti frutto di una visione insostenibile del turismo, come la possibile realizzazione del comprensorio sciistico piu’ grande del Sud Italia sui laghi Arvo e Cecita in Calabria. E ancora l’impatto delle attivita’ agricole, come sul lago di Como, e quello delle attivita’ industriali per i quali e’ necessario un monitoraggio costante, come deve accadere per il lago Pertusillo in Basilicata. Ad aggravare la situazione, il diffuso disinteresse degli enti preposti. Nel caso della Sicilia la mancata applicazione in oltre tredici anni delle norme a tutela delle acque interne e’ valsa alla Regione la consegna della Bandiera Nera. Ma sono stati molti anche gli elementi raccolti dalla campagna ambientalista per dimostrare come i laghi possano diventare modelli di gestione virtuosa dei territori, capaci di attirare turismo sostenibile grazie alle bellezze naturali. Una ricchezza testimoniata dalle numerosissime Zone a Protezione Speciale e Siti di Interesse Comunitario in cui sono inseriti. Veri e propri presidi ecologici, come per esempio i Pantani di Lentini e Gelsari in Sicilia, il lago di Vico nel Lazio, il lago di Porta in Toscana, i bacini della Sila in Calabria. “In questi anni la campagna ha saputo soddisfare la primaria esigenza di un monitoraggio puntuale della qualita’ delle acque ed e’ progressivamente cresciuta riuscendo a coinvolgere sempre piu’ aree del nostro Paese e ampliando i contenuti, dalla tutela della biodiversita’ al sostegno a forme di turismo sostenibile- commenta Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente- A maggior ragione in un momento economico cosi’ difficile siamo convinti che i laghi possano essere motori della green economy e diventare volani di sviluppo sostenibile. Perche’ questo accada e’ necessaria una pianificazione coordinata tra tutti gli attori coinvolti, ancora troppo spesso non attuata”.