Ambiente, Goletta Verde: criticità nei fiumi del Veneto, salve le spiagge

img-1207092018-Goletta_VerdeForti criticita’ sono state registrate alle foci dei fiumi del Veneto da Goletta Verde che promuove invece le spiagge. Cinque campionamenti su 11 eseguiti lungo la costa veneta hanno evidenziato la presenza di scarichi non trattati adeguatamente con una carica batterica che superava per quattro di questi punti di almeno il doppio i valori consentiti dalla normativa e quindi di “fortemente inquinato”. Tra i fattori inquinanti c’e’ anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Le situazioni piu’ gravi sono state riscontrate alle foci del Po delle Tolle, dell’ Adige (a Rosolina Mare), del Brenta (a Isola Verde) e del Piave (al Lido di Jesolo). “Inquinato” il punto di campionamento eseguito a Caorle, nei pressi della bocca di porto Falconera. Contenuta entro i limiti di legge la carica batterica riscontrata alla Laguna del Mort (Eraclea mare) e per i prelievi effettuati alle spiagge di Marina di Caleri (Rosolina Mare); di San Nicolo’ (Lido di Venezia); a Porto Santa Margherita di Caorle e alla spiaggia Brussa-Bibione Pineda (porto Baseleghe di S.Michele al Tagliamento). Inoltre 37 agglomerati urbani veneti, e’ emerso nella conferenza stampa di oggi a Venezia presenti la portavoce di Goletta Verde Serena Carpentieri e il presidente Legambiente Veneto Luigi Lazzaro, rischiano multe per la nuova procedura di infrazione dell’Ue. Tra gli agglomerati urbani finiti sotto accusa c’e’ anche quello di Venezia. Secondo la documentazione trasmessa dalle autorita’ italiane a Bruxelles, l’agglomerato urbano di Venezia non rispetta le la direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane. Per depurazione reflui, il Veneto, secondo Legambiente, e’ tra le peggiori regioni d’Italia: piu’ della meta’ dei carichi civili non viene trattato da impianti: “e’ ora di sanare – ha detto Carpentieri – questa ferita per un bacino sensibile come l’Alto Adriatico. E’ paradossale che una regione industrializzata come il Veneto sia fanalino di coda in Italia sul fronte depurazione”. “Chiediamo all’assessore Conte – rileva Lazzaro – di non perdere ulteriore tempo, di dare priorita’ agli investimenti a favore della qualita’ del mare e dei fiumi. Ci aspettiamo che il prossimo tavolo nazionale sui contratti di fiume, che la Regione Veneto ha fortemente voluto ospitare, non sia l’ennesima occasione persa”.