La profonda depressione extratropicale che ieri ha raggiunto le Isole Britanniche, apportando condizioni di tempo instabile e a tratti anche perturbato, con piogge e rovesci sparsi, ha anche prodotto le prime vere burrasche autunnali sul mar del Nord, favorendo l’attivazione di venti davvero forti, che hanno toccato picchi di oltre gli 110 km/h in diverse piattaforme petrolifere a largo della costa olandese. Questa profonda depressione extratropicale, figlia della famosa e possente depressione d’Islanda, scendendo di latitudine, in direzione della Scozia, è stata costantemente alimentata dallo scivolamento di masse d’aria fredde polari marittime fin verso l’Irlanda e la Scozia, che hanno rinvigorito la struttura “baroclina”, imprimendo una notevole avvezione di vorticità positiva in quota. Questi elementi hanno determinato un notevole approfondimento del sistema depressionario, che a fine giornata presentava un minimo barico al suolo davvero notevole, sceso sotto i 980 hpa, nel tratto di mare antistante le coste della Scozia orientale.
Questo minimo barico così profondo ha acceso un significativo “gradiente barico orizzontale”, che è stato ben compresso lungo il bordo più meridionale della stessa circolazione depressionaria, data la presenza lungo le latitudini mediterranee di un promontorio anticiclonico sub-tropicale, con valori barici livellati che hanno contribuito ad infittire sensibilmente le isobare a ridosso del mar del Nord, dell’Olanda e della Danimarca, con massimi di “gradiente” localizzati proprio sul settore più meridionale del mar del Nord. Questo fitto addensamento di isobare, sommandosi alla compressione del “gradiente barico orizzontale”, lungo l’area di confine fra la sopra citata depressione e il promontorio di alta pressione insistente sul bacino centrale del Mediterraneo, ha favorito l’attivazione di forti venti da S-SO e SO che dal Canale della Manica e dall’Inghilterra meridionale si sono propagati al mar del Nord, raggiungendo l’intensità di burrasca, forza 7-8 sulla scala Beaufort, su buona parte del settore meridionale del mar del Nord. I venti più forti, prevalentemente da S-SO, hanno spazzato nel corso della serata di ieri il tratto di mare che va dalle coste orientali inglesi a quelle olandesi, dove nel momento clou delle burrasche sono state misurate raffiche fino ad oltre i 90 km/h. Ma in alcune piattaforme petrolifere, antistanti le coste dell’Olanda e della Danimarca occidentale, ubicate nel bel mezzo del mar del Nord, sono state registrate raffiche di oltre i 100 km/h.

Su tutti spiccano i 113 km/h da SO registrati oggi dalla piattaforma Ekofisk, a largo delle coste danesi occidentali, dove il vento da S-SO e SO ha raggiunto picchi di tempesta, nel momento in cui la profonda depressione si spostava verso la parte più settentrionale del mar del Nord, presentando lungo il suo bordo più meridionale un intenso “gradiente barico orizzontale” che ha attivato questi venti di burrasca. Il grosso delle burrasche è rimasto attivo sul mar del Nord, mentre le coste della Danimarca occidentale e della Norvegia meridionale sono state solo sfiorate, venendo interessate da sostenuti venti da Sud e S-SO che hanno lambito punte di 50-60 km/h nei punti maggiormente più esposti. A Hvide Sande, nella Danimarca occidentale, il vento da SO non ha superato i 57 km/h, mente punte fino a 60 km/h si sono registrate sulle coste più meridionali della Norvegia, nel tratto attorno Mandal. Questi venti burrascosi da S-SO e SO hanno anche sollevato un imponente moto ondoso in tutto il mar del Nord, creando ondate di “mare vivo” che hanno raggiunto i 4 metri di altezza, ma con “Run Up” localmente superiori a largo della Danimarca occidentale che hanno creato delle difficoltà alla navigazione marittima. La presenza di un buon “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) in mare aperto ha permesso al moto ondoso di raggiungere altezze significative. Buona parte di queste ondate, create dai forti venti da SO, si sono dirette verso le coste basse e sabbiose della Danimarca occidentale, rompendosi in lunghi frangenti biancheggianti di schiuma.
Ma mareggiate di una certa intensità hanno colpito anche le coste più meridionali della Norvegia, con spettacolari risacche all’ingresso dei fiordi principali. Nel corso delle prossime ore, con l’ulteriore spostamento della profonda depressione extratropicale verso le coste norvegesi meridionali, gli intensi venti da S-SO e SO, in azione sul mar del Nord, si estenderanno molto rapidamente anche allo Skagerrak (il Canale che separa le coste meridionali norvegesi con la punta settentrionale della Danimarca) e al Kattegat (il Canale che separa le coste danesi da quelle della Svezia occidentale), agitandoli per bene e rendendo molto difficoltosa la navigazione marittima lungo i bassi fondali. Solo da domani, con il parziale colmamento della depressione, che entro mercoledì verrà completamente assorbita dalla vasta circolazione depressionaria (a carattere freddo) collocata a ridosso del Finmark (il minimo principale), i forti venti da SO andranno sensibilmente ad attenuarsi, fra mar del Nord, Norvegia meridionale e Danimarca, riportandosi al di sotto della soglia d’attenzione.


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