Ebola, confessione shock di un medico: “Se potessimo, fuggiremmo”

EBOLA 3Confessione-shock di un medico ghanese, Dodi Abdallah, il quale ha detto che lui e i suoi colleghi, se potessero, scapperebbero a gambe levate dinanzi a un paziente portatore del virus dell’ebola. “Ad essere sinceri, non mi sento sicuro e questa e’ la condizione anche della maggior parte dei miei colleghi”. Le sue parole arrivano sulla scia del decesso in Sierra leone di un medico considerato un eroe, Sheikh Umar Khan, morto dopo essersi contagiato in un reparto di un ospedale gestito da Medici senza Frontiere. Il dottor Khan e’ stato il secondo medico a perdere la vita nella battaglia contro l’ebola, dopo un altro collega, Samuel Brisbane, morto in Liberia. Dodi Abdallah, impegnato in prima linea nella crociata dei medici ghanesi, ha spiegato anche le ragioni della sua paura. “Penso che il nostro sistema non sia pronto per l’ebola: voglio dire che visiti un paziente e poi non c’e’ un posto dove lavarti le mani”. “Forse la gente non lo dice, ma da quello che so ce ne sono davvero tanti spaventati per la loro vita”.