Allerta per l’emergenza ebola anche in Libano, che nei tre Paesi africani colpiti dall’epidemia ha oltre 20mila connazionali residenti. Il ministro della Salute libanese, Wael Abu Faour, ha visitato l’aeroporto di Beirut, sottolineando che e’ stato “chiesto a tutte le compagnie aeree, specialmente a quelle che trasportano persone da Sierra Leone, Guinea e Liberia, di informare le autorita’ libanesi di chiunque mostri sintomi sospetti”. Questi saranno sottoposti a controllo medico allo scalo. Intanto, il ministero degli Esteri ha chiesto alle ambasciate di assicurarsi che i connazionali all’estero siano tenuti informati sull’epidemia, prendano le dovute precauzioni e gli venga data assistenza in caso di rimpatrio. Sono 12mila i libanesi che vivono in Sierra Leone, 6.500 in Libera e 3.500 in Guinea, i tre Paesi colpiti dall’ebola, che finora ha provocato la morte di circa 730 persone. Da parte sua, il ministero del Lavoro libanese ha fatto sapere di aver sospeso i permessi per l’impiego ai cittadini dei tre Paesi africani. Una “misura precauzionale”, ha spiegato una fonte, sottolineando che il numero di lavoratori colpiti e’ limitato.
Ebola, Libano: controlli all’aeroporto e permessi di lavoro sospesi


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