Ebola, OMS: la cura può arrivare dal sangue dei sopravvissuti

ebolaLa migliore chance di cura per i malati di Ebola puo’ arrivare dal sangue di chi e’ riuscito a sopravvivere a questa tremenda infezione. Visto che i farmaci sperimentali sono pochi o non ancora pronti all’uso, gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) stanno pensando ad un’altra soluzione, cioe’ usare il plasma del sangue di chi e’ guarito dalla malattia, che contiene gli anticorpi sviluppati alla malattia, e ‘condividere’ questa immunita’ al virus con chi e’ malato per aiutarlo a combattere l’infezione. ”Alcuni studi suggeriscono che usare il sangue dei sopravvissuti puo’ essere una strategia di successo – spiega al quotidiano inglese The Independent David Wood, coordinatore del gruppo dell’Oms che sta valutando questo approccio – Nel 1995 nella Repubblica democratica del Congo, 7 persone infettate su 8 hanno ricevuto questa terapia e sono sopravvissute all’epidemia, che ha avuto un tasso di mortalita’ dell’80%. Anche se le ricerche finora hanno dato risultati contrastanti, vale la pena di provare questa strada visto il bilancio delle vittime”. Si tratta di un’opzione praticabile e, continua Wood, ”stiamo consultando i tecnici che hanno la capacita’ di assistere e maneggiare il sangue, in modo da capire quando questa strategia puo’ essere effettivamente disponibile. Presto avremo le informazioni necessarie”. Secondo le cifre fornite dall’Oms, circa il 40% delle persone contagiate in quest’epidemia e’ riuscito a sopravvivere. I ricercatori stanno analizzando il sangue dei sopravvissuti, per testarlo per altre malattie e poi separarlo dal plasma. Gli anticorpi presenti nel plasma sono prodotti dai globuli bianchi in risposta alle invasioni esterne del corpo. Si attaccano ai microbi, neutralizzandoli. ”Le trasfusioni di sangue dai sopravvissuti all’Ebola – commenta Mary Kate Kart, immunologa tra i primi a studiare gli anticorpi di Ebola per l’esercito Usa – possono dare benefici, speciamente se fatte all’inizio della malattia, e sono relativamente sicure. Non e’ un’idea folle provarci”.