Ebola: “pronti all’uso dei farmaci sperimentali anche in Africa per i casi più estremi”

ZMapp ebola“Con tutte le cautele del caso, considerato l’alto tasso di mortalità dell’Ebola, considerati i potenziali effetti positivi del farmaco e fiduciosi dei livelli di sicurezza e tossicità dimostrati dal farmaco (somministrato ai due operatori americani) in questa prima fase di sviluppo, Medici senza frontiere crede che l’utilizzo di questo trattamento, in casi estremi, potrebbe essere una buona possibilità. Ovviamente, non può esserci certezza che tutti i pazienti guariranno”. E l’organizzione è “pronta a fare in modo che i suoi pazienti possano beneficiare di uno di questi farmaci” in sviluppo contro Ebola. E’ Armand Sprecher, medico specializzato in febbri emorragiche, a riferire la posizione di Msf, organizzazione impegnata con 676 persone del suo staff in Guinea, Sierra Leone e Liberia dove, spiega una nota, “Msf ha raggiunto il suo limite in termini di personale, e per questo esorta l’Oms, le autorità sanitarie e le altre organizzazioni ad incrementare la loro risposta”. Sprecher ricorda che “al momento ci sono una serie di farmaci e vaccini contro l’Ebola nelle prime fasi di sviluppo. In particolare un paio di farmaci hanno mostrato promettenti effetti terapeutici sui primati non-umani, un primo importante indicatore di sicurezza ed efficacia anche per gli esseri umani. Ma, ad oggi, nessuno di questi farmaci è stato testato sugli esseri umani, che siano essi malati o sani. Da quello che sappiamo, potrebbero volerci altri due anni prima che un farmaco, sicuro e approvato, possa essere reso disponibile per i medici e per i pazienti”.

Liberia West Africa EbolaIn particolare il farmaco somministrato ai due operatori sanitari americani “sembra avere – dice il responsabile di Msf – delle buone potenzialità terapeutiche. E’ l’unico ad essersi dimostrato efficace sulle persone che hanno già sviluppato i sintomi. Il rapido miglioramento della salute che il primo operatore umanitario trattato con questo farmaco ha mostrato dà speranza”. D’altro canto, però, c’è la “questione etica – continua Sprecher – Ruota intorno alla possibilità di utilizzare un farmaco che ha avuto risultati promettenti in termini di efficacia e sicurezza sui primati non umani, ma che non ha completato le altre fasi previste in una normale valutazione farmacologica. Si tratta naturalmente di una misura eccezionale da utilizzare solo in casi eccezionali, essenzialmente quando il personale sanitario crede che il paziente abbia una tale alta probabilità di morire che vale comunque la pena non lasciare nulla di intentato ivi compresa la somministrazione di un farmaco ancora in fase di sviluppo”. Per il medico di Msf, sul fronte dei medicinali sperimentali “la questione principale riguarda la sicurezza. Non sappiamo se il farmaco possa arrecare danni alla salute dei pazienti e in che modo. Se i pazienti sviluppassero una condizione di instabilità in reazione al trattamento, finiremmo per metterli in un pericolo ancora maggiore.

ebolaIl farmaco somministrato ai due operatori è praticamente un anticorpo. Ci sono molti altri trattamenti usati per curare altre malattie basati sugli anticorpi e conosciamo gli effetti collaterali che più probabilmente potrebbero provocare (principalmente allergie) e siamo preparati”. Ma Msf “è pronta a fare in modo che i suoi pazienti possano beneficiare di uno di questi farmaci e spera, affinché questo accada, che tutti gli ostacoli possano essere rimossi. Il primo e il più ovvio è legato alla produzione. Si tratta di un farmaco sperimentale, il produttore non ha scorte enormi e dovremmo vedere quanto velocemente si potranno produrre centinaia di dosi. Il secondo ostacolo riguarda le regolamentazioni. Ovviare alle diverse fasi della sperimentazione clinica previste per lo sviluppo di un farmaco significa che gli organi di regolamentazione che normalmente approvano l’utilizzo e l’esportazione del farmaco dovrebbero approvarlo in via eccezionale”. Quindi “le agenzie di regolamentazione del paese dove il farmaco viene prodotto e i Governi dei paesi dove il farmaco verrà somministrato – continua il medico di Msf – dovrebbero fornire il quadro legale ed etico perché questa eccezione possa essere resa possibile”. Infine, “è impensabile somministrare un nuovo farmaco senza una raccolta attenta e scrupolosa dei dati e il monitoraggio dei pazienti. Questo significa dotare i centri di trattamento dell’Ebola di risorse umane aggiuntive. Oggi Msf è al limite delle sue possibilità, risponde all’epidemia nei tre paesi maggiormente colpiti e, nel caso, avrà bisogno di un maggiore supporto e di personale medico qualificato”.